Sci: beffa Innerhofer, secondo a soli 5 centesimi da Svindal

Christof Innerhofer in discesa nel SuperGin Val Gardenia.
Christof Innerhofer in discesa nel SuperGin Val Gardenia. ANSA/ANDREA SOLERO

VAL GARDENA (BOLZANO). – Per soli cinque centesimi – 1’28″65 contro 1’28″70 – l’azzurro Christof Innerhofer nel superG di cdm della Val Gardena è stato beffato dall’asso norvegese Aksel Svindal. Davvero un’inezia, quando si viaggia a 120 all’ora: basta l’inclinazione un po’ più alta di uno sci in una lunga curva o un salto con le braccia troppo aperte, a far da vela.

Tagliato il traguardo con quasi un secondo di vantaggio dal migliore che l’aveva preceduto, Christof ha tirato una grande urlo di gioia. “E’ stato l’urlo della consapevolezza di aver fatto finalmente una grande gara sulla Saslong”, ha detto Innerhofer, comunque “molto, ma molto felice”.

Non è infatti un disonore essere battuti solo da Svindal, un vero monumento dello sci con le sue 37 vittorie a 36 anni, più cinque ori mondiali e due olimpici, oltre a qualche coppa del mondo. La gioia di Innerhofer è grande anche perché per la prima è riuscito a salire sul podio della Saslong, la pista di casa degli azzurri, ma che paradossalmente per molti, lui compreso, sinora pareva quasi stregata.

Per Innerhofer – 34 anni il 17 dicembre prossimo e sei vittorie in coppa del mondo oltre ad una sfilza di podi, tre medaglie mondiali di cui una d’oro due olimpiche – quello di oggi è il secondo podio stagionale. Ecco perché questa edizione della coppa del mondo – come lui conferma – “è cominciata davvero bene”. Ora si tratta di andare avanti con negli occhi l’obiettivo dei Mondiali di febbraio ad Aare.

Con il terzo posto del podio occupato dall’altro norvegese Kjetil Jansrud 1’28″92 – una vera morsa scandinava che ha stretto Innerhofer – questo superG sarebbe potuto andare ancora meglio per l’Italia. Tra i jet azzurri è infatti sempre in eccellente forma Dominik Paris che, dopo i due podi conquistati in questo scorcio di stagione, puntava decisamente al terzo in questo superG.

Ed infatti i suoi tempi intermedi – scrutati con comprensibile attenzione al traguardo dalla compagna Kristina che aveva braccio il piccolissimo figlio Nico – erano assolutamente competitivi, sul livello di Innerhofer. E tutto lasciava presagire una magica doppietta azzurra sulla Saslong. Ma poi un salto non ammortizzato a dovere ha sbilanciato Paris che è così finito fuori per salto della porta successiva.

In gara oggi – per onor di firma e rispetto dei tifosi, c’era pure Peter Fill che aveva già annunciato di non poter gareggiare nella discesa di domani per i postumi della gran botta rimediata cadendo a Beaver Creek. Inevitabilmente Peter è finito nelle retrovie. Qualche segnale buono è arrivato dagli atri azzurri Emanuele Buzzi (+01.44), Mattia Casse (+01.52) e Matteo Marsaglia (+01.83): tutti lontani dai migliori, ma molto combattivi. Domani la classifica discesa: la Saslong aspetta gli azzurri, a partire proprio da Paris ed Innerhofer. L’ultimo italiano a vincere una libera sulla Saslong fu il mitico cortinese Kristian Ghedina: correva l’anno 2001.