Si apre l’era Bolsonaro: “Cambierò il destino del Brasile”

Il nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro, alla sua destra la moglie Michele e alla sua sinistra il presidente uscente Michel Temer.
Il nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro, alla sua destra la moglie Michele e alla sua sinistra il presidente uscente Michel Temer. EPA/MARCELO SAYAO

SAN PAOLO. – Jair Bolsonaro, l’ex militare di estrema destra vincitore delle elezioni dell’ottobre scorso, è diventato oggi il 38esimo presidente del Brasile, aprendo una nuova era politica nella storia del colosso sudamericano, segnata dall’inizio del secolo da un lungo ciclo di governi progressisti e un periodo di profonda crisi, che ha portato all’impeachment di Dilma Rousseff nell’agosto del 2016.

Bolsonaro, 63 anni, ha giurato sulla Costituzione brasiliana assieme al suo vicepresidente Hamilton Mourau – anche lui un ex militare – durante la sessione solenne svoltasi nella sede del Parlamento in Brasilia, in presenza dei presidenti delle due Camere, del Tribunale Supremo Federale e della Procura Federale.

Durante un breve discorso di una decina di minuti, dopo il suo insediamento formale come capo dello Stato, Bolsonaro ha ripreso i principali punti che hanno segnato la sua campagna elettorale: valori conservatori, lotta alla corruzione, pugno di ferro contro la criminalità e riforme politiche ed economiche che costituiscano un “patto nazionale” che permetta di “tracciare nuovi sentieri per un nuovo Brasile” e “cambiare il destino” del Paese.

Con il suo governo, ha assicurato, il Brasile “sarà liberato dalle restrizioni ideologiche”, ricostruirà il rispetto della “sua tradizione giudaico-cristiana” e “combatterà contro l’ideologia di genere” senza “discriminazioni né divisioni”, anzitutto nel campo dell’istruzione pubblica. Bolsonaro ha sottolineato che ha scelto la sua squadra “in base a considerazioni tecniche” e non su indicazione dei partiti politici – una pratica che, ha assicurato, nel passato ha portato “incompetenza e corruzione” – e ha promesso di promuovere un “circolo virtuoso” in campo economico, che serva per rilanciare la crescita e la fiducia dei mercati esteri attraverso “riforme strutturali” che garantiscano “la sostenibilità dei conti pubblici”.

Quanto alla sicurezza, una delle questioni più sentite dall’opinione pubblica brasiliana, ha confermato che intende ampliare il “diritto alla legittima difesa”, nonché “onorare coloro che sacrificano la loro vita in nome della sicurezza di tutti”.

L’insediamento di Bolsonaro – con tanto di corteo ufficiale che ha attraversato Brasilia due volte – ha riunito decine di migliaia di persone e alcuni leader, come il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo (per l’Italia c’era il ministro Centinaio).

Dal carcere invece, dove si trova a scontare una condanna a 12 anni per corruzione e riciclaggio, l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha chiamato alla “lotta” e alla “resistenza” contro il suo successore: “Possono catturare una persona, come hanno fatto con me, ma non potranno imprigionare le nostre idee e ancora meno potranno impedire che il futuro diventi realtà”, ha scritto il leader storico della sinistra brasiliana. “Non abbasseremo la testa, né lasceremo che sciupino la nostra gioia di vivere e la voglia di combattere per giungere a tempi migliori”.

(di Javier Fernandez/ANSA)