Dai migranti ai gilet gialli, i duelli Roma-Parigi

Gilet, iscrizione sull'Arco di Trionfo: Macron dimission
Gilet, iscrizione sull'Arco di Trionfo: Macron dimission

ROMA. – Due Paesi alleati, storicamente amici, “nazioni sorelle”. Eppure i fronti di scontro tra Italia e Francia – che non sono mai mancati – si sono accentuati negli ultimi mesi, con il governo giallo-verde da una parte e il presidente Emmanuel Macron dall’altra, fino all’ultimo botta e risposta di questi giorni sui gilet gialli.

12 GIUGNO 2018 – Il primo a scoppiare è stato il tema migranti, a pochi giorni dall’insediamento di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, con il caso dell’Aquarius, la nave di Sos Mediterranée e Msf con oltre 600 migranti a bordo, alla quale Matteo Salvini chiuse i porti italiani. Un atteggiamento “vomitevole”, lo definì in tv il portavoce di En Marche, il partito di Macron, suscitando l’indignazione di Roma. “Non accettiamo lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. Lo scambio di accuse durò per giorni, fino alla visita di Conte all’Eliseo, il 15 giugno. “Non ho mai voluto offendere”, disse Macron. “Caso chiuso”, rispose il presidente del Consiglio. Ma fu solo una tregua.

21 GIUGNO 2018 – Pochi giorni dopo, infatti, Macron mise in guardia l’Europa dall’avanzata della “lebbra populista”, in “Paesi in cui credevamo fosse impossibile”. Immediata fu la risposta di Luigi Di Maio, che definì quelle dichiarazioni “offensive e fuori luogo”. “La vera lebbra – aggiunse il vicepremier pentastellato – è l’ipocrisi europea” sulla gestione dei migranti. Più duro Salvini: Macron è “un signorino educato che eccede in champagne. Lui a Ventimiglia schiera la polizia, non rompa le scatole all’Italia”.

29 AGOSTO 2018 – Salvini twitta ancora contro Macron: “Il principale avversario di Macron, sondaggi alla mano, è il popolo francese. Anziché dare lezioni agli altri governi spalanchi le proprie frontiere, a partire da quella di Ventimiglia. E la smetta di destabilizzare la Libia per interessi economici”, scrisse il leader leghista riferendosi anche a un altro fronte di scontro tra Roma e Parigi, quello sulla data delle elezioni in Libia. Dura la replica di Macron: “Non cederò niente ai nazionalisti e a quelli che predicano odio. Se hanno voluto vedere nella mia persona il loro principale avversario, hanno ragione”.

15 OTTOBRE 2018 – A ottobre scoppia il caso dei respingimenti di migranti da parte degli agenti francesi al confine di Clavière in Piemonte, definito da Salvini un “atto ostile”. Parigi si scusò definendo l’accaduto “un errore isolato”. Scuse che non furono accettate: Macron “non venga a darmi lezioni”, disse ancora Salvini. Anche questa vicenda andò avanti per giorni, rendendo i rapporti sempre più tesi.

7 GENNAIO 2019 – Il post di Di Maio di aperto sostegno ai gilet gialli che da settimane manifestano contro le politiche di Emmanuel Macron. “Serve rispetto. L’Italia pensi al benessere degli italiani”, l’ultima replica di Parigi.