Antimafia: le novità sugli “incandidabili” dalle Europee

Il Parlamento europeo. Incandidabili
Il Parlamento europeo.

ROMA. – Le novità che la Commissione parlamentare antimafia introdurrà al Codice per le candidature, saranno valide a partire dalle elezioni amministrative ed europee di primavera, non prima. I tempi infatti sono troppo ristretti dal momento che si è deciso di sottoporre il nuovo Codice all’attenzione delle Camere, così come avvenne per l’ultimo Codice di di autoregolamentazione in materie di formazione delle liste varato dalla Commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi nel 2014.

Questa la decisione alla quale è giunto il plenum dell’Antimafia riunito a Palazzo San Macuto, che comunque esaminerà le candidature in vista delle prossime elezioni in Abruzzo (10 febbraio) e Sardegna (24 febbraio) sulla base dell’attuale, già stringente, Codice.

Intanto “la prossima settimana – ha detto la relatrice Dalila Nesci (M5S), già autrice della proposta di legge sulle “elezioni pulite”, varato dalla Camera e in attesa dell’esame del Senato – contiamo di approvare il nuovo Codice riformato e poi il testo andrà alle Camere. La discussione è stata articolata anche perché non tutti ravvisavano l’urgenza di adeguare il Codice alle novità legislative introdotte. Ma se non blocchiamo l’infiltrazione delle mafie e della criminalità della politica, non cambierà nulla, ecco perché vogliamo fare in fretta, in modo che già dalle elezioni di primavera i cittadini possano votare candidati ‘puliti'”.

Tra le novità proposte, l’incandidabilità dei soggetti destinatari di più sentenze o decreti penali di condanna quando le pene se cumulate superino i 4 anni. Si propone poi di estendere il novero dei reati ostativi alla candidabilità a talune fattispecie di particolare allarme, come i reati di caporalato, tratta delle persone, autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali e corruzione tra privati.

“Nulla osta a revisionare il Codice – ha affermato il capogruppo Pd in Antimafia Franco Mirabelli – ma il testo va poi portato nelle Aule parlamentari anche per sollecitare i partiti a prestare maggiore attenzione al tema delle candidature. Inoltre è necessario consentire alle Commissioni elettorali di avere i tempi e i mezzi per verificare le liste, ci sembra questo il tema più importante da porre, più ancora della introduzione di nuovi reati: il Codice in vigore è già molto stringente. I Cinque Stelle dovrebbero smetterla di fare inutili annunci”.

Anche Luigi Vitale (FI) e Antonio Saccone (Udc), accusano M5S di “voler fare un po’ di palco”, “la Commissione Antimafia – osservano – dovrebbe occuparsi di mafia, dei miliardi mafiosi che entrano nella finanza e si riciclano nel volano imprenditoriale, dell’incremento del fenomeno dell’usura, di accelerare il processo di beni confiscati e di aprire un dibattito su pentiti e tutela. E, invece, si decide di fare un po’ di palco, con una minestra riscaldata, senza assumere decisioni nel contrasto alla criminalità organizzata”.

(di Valentina Roncati/ANSA)