Ue, Tajani: “Pronto a ricandidarmi, i sovranisti non vincono”

ROMA. – Antonio Tajani suona la carica per le Europee, certo che “sovranisti e populisti non vinceranno, al di là della propaganda” e “non ci sarà alcuna rivoluzione nell’Unione”. Pronto a ricandidarsi alla presidenza del Parlamento di Strasburgo, in un forum all’ANSA il numero due di Forza Italia esclude al momento un’alleanza tra popolari e sovranisti in Europa: “non é all’ordine del giorno”.

E ritorna a chiedere a Matteo Salvini di ‘mollare’ i cinquestelle, accusando Luigi Di Maio di flirtare con “i gilet gialli che distruggono le città” e con “i sovversivi”. “L’alternativa é il centrodestra unito”, sentenzia mentre Lega e M5S litigano. Tajani, 65 anni, festeggia con Forza Italia quest’anno i 25 di vita del partito – dall’annuncio della discesa in campo di Silvio Berlusconi nel ’94 – e ricorda che i gilet azzurri, nati in Aula alla Camera, faranno eventi in tutta Italia. Il movimento non é morto, assicura nonostante i sondaggi avversi, e “Berlusconi sta rinnovando la classe dirigente”, con il “70% di parlamentari nuovi”.

“Siamo come una ragazza o un ragazzo ancora giovane”, dice Tajani, giornalista e a lungo deputato europeo, due volte commissario Ue, in Forza Italia da sempre. Ma la partita si gioca prima di tutto in Europa e Tajani é convinto che sia apertissima. “I sovranisti non avranno il risultato che si aspettano, é solo propaganda”, pronostica pensando all’Italia in primis e sottolineando le divisioni nel campo populista, “con gli stessi Paesi a cui guarda Salvini che sono stati i più severi con il governo italiano sulla manovra”.

“Non c’é nessuna rivoluzione in vista” legata alle elezioni Ue a maggio. “La nuova Commissione avrà un commissario leghista o M5S, ammesso che rimanga questo governo in Italia – argomenta Tajani. -. Ma é escluso che sovranisti e populisti possano far parte di una maggioranza a Strasburgo”. Invece lui é pronto a ricandidarsi alla presidenza, “uno spazio politico che è giusto che vada ad un italiano”. Non pagano “atteggiamenti come quelli di Di Maio, che si schiera con chi devasta le città, i gilet gialli, a favore della sovversione”, attacca Tajani, incuneandosi nei rapporti di maggioranza e blandendo Salvini.

“Non hanno nulla in comune a parte la gestione del potere – dice il vicepresidente di Fi -, sull’economia la Lega si sta facendo manovrare dai cinquestelle. Ma cosa dice Salvini ai ceti produttivi del Nord, se ad esempio non si farà la Tav?”. La speranza é che il leader leghista stacchi la spina a questo governo, un esecutivo in cui spicca il recente attivismo del premier sui migranti. “Non può essere una guerra tra Conte e Salvini. Il primo ha vinto la partita sulla Sea Watch, la linea ‘nessuno sbarcherà’ non é stata approvata”.

Un’altra frecciata alla Lega. Conte sarà ospite del Parlamento Ue in sessione plenaria il 12 febbraio a Strasburgo, ricorda Tajani, “per illustrare, come gli altri capi di governo in altre date, le proposte italiane per la riforma dell’Unione”. Il problema immigrazione resta centrale e il presidente dell’Europarlamento chiede agli Stati di uscire dall’empasse, dagli egoismi. “Abbiamo approvato una riforma dell’accordo di Dublino, ma gli Stati perdono tempo – ricorda Tajani -. Prevede di ricollocare i rifugiati e chi non ne vuole ci mette i soldi.

Il problema dei problemi é l’Africa, che nel 2050 avrà 2,5 miliardi di abitanti e a milioni partiranno. Ci vuole un grande Piano Marshall, aiuti per 50 miliardi di euro”. Sul futuro dell’Europa Tajani chiosa “mi dispiace pensare a una Ue senza Regno Unito, è un’anima democratica e un contrappeso alla Germania. Mi auguro avvenga il miracolo e la Gran Bretagna decida di prendere tempo e fare un nuovo referendum. Naturalmente spetta al popolo britannico decidere”.

(di Luca Laviola/ANSA)