Il trattato Inf che segnò la fine della Guerra Fredda

Gorbaciov e Reagan firmano il trattato Inf
Gorbaciov e Reagan firmano il trattato Inf

ROMA. – Siglato a Washington l’8 dicembre 1987 dall’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e dal presidente dell’Urss Michail Gorbaciov, il trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) – da cui gli Usa hanno annunciato il ritiro – sancì lo smantellamento di tutti i missili nucleari con gittata tra 500 e 5.000 chilometri di Usa e Urss e portò all’eliminazione dal Vecchio Continente delle testate nucleari a raggio intermedio: i missili SS-20 sovietici da una parte e i Pershing-2 e i Tomahawk Cruise dall’altra. Segnando così la fine della crisi degli euromissili e – di fatto – la fine della Guerra Fredda.

Il trattato fu il primo accordo di disarmo che obbligava alla distruzione, e non alla semplice limitazione, di un’intera classe di armamenti. Fu una delle pietre miliari del disgelo tra le due superpotenze e fu uno dei risultati di cui furono poste le basi l’anno prima nello storico summit di Reykjavik tra Reagan e Gorbaciov.

La proposta di un passo indietro di Usa e Urss venne in particolare dal cancelliere tedesco Helmut Schmidt, per porre fine a un braccio di ferro che durava da almeno dieci anni, durante i quali l’equilibrio internazionale si era fondato sul terrore per una guerra nucleare. Il trattato Inf fu un punto di svolta sul fronte del controllo degli armamenti e fu accolto con entusiasmo dal movimento pacifista che intanto si era sviluppato su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Le tappe successive furono il 19 novembre 1990 la firma a Parigi di un accordo multilaterale che riduceva le armi convenzionali in Europa (il Cfe, Conventional forces in Europe), siglato da George Bush e Gorbaciov insieme agli altri leader della Nato e del Patto di Varsavia. Infine il 31 luglio 1991 Bush e Gorbaciov firmarono il trattato Start (Strategic arms reduction treaty) per la riduzione del 30-35% degli armamenti nucleari strategici.