In malattia ma faceva la guida turistica in Costa Smeralda

La guida turistica in Costa Smeralda
Filmato della Guardia di Finanza

OLBIA. – Si sarebbe giustificato adducendo, tra le motivazioni, pesanti difficoltà economiche, ma questo non è bastato ad evitargli una denuncia per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. Un ispettore dell’Enac, di 57 anni, in servizio all’aeroporto di Olbia è finito nei guai e ora rischia provvedimenti disciplinari, in ultima ratio anche il licenziamento, per avere svolto l’attività di guida turistica mentre era in malattia.

Le assenze dal lavoro, così tante da aver attirato l’attenzione della Guardia di Finanza, erano tutte concentrate in un periodo nel quale le guide turistiche sono molto richieste, soprattutto in Costa Smeralda: l’estate. Le Fiamme Gialle ne hanno contate circa 200, quasi senza soluzione di continuità, tra maggio e agosto, solo negli ultimi due anni. Ma la sua attività, come aveva anche spiegato sul suo sito internet dove pubblicizzava le escursioni, andava avanti da circa un decennio.

L’uomo era anche registrato come guida turistica, ma i finanzieri hanno accertato che i ricavi dei tour da lui gestiti erano stati occultati al fisco. Un sommerso d’azienda sul quale la Gdf di Sassari e Olbia sta ancora indagando sotto il coordinamento del tenente colonnello Marco Salvagno.

L’attività investigativa ha preso avvio proprio dalle informazioni che lo stesso dipendente pubblico aveva messo sul sito: dalla propria base di Olbia offriva escursioni in tutta la Sardegna, soprattutto nel Nord, spaziando dalla Costa Smeralda ad Alghero sino ad arrivare nel cuore della Barbagia, alla Maddalena e in Corsica. Nell’offerta turistica anche visite ai più importanti monumenti e siti archeologici dell’isola, gite in barca, percorsi in canoa, trekking, serate nei locali notturni e tour enogastronomici.

Per gli spostamenti usava di norma un minivan che i finanzieri hanno seguito molto da vicino, filmando le sue attività e i viaggi con i turisti. Quindi, in collaborazione con l’Enac, hanno ricostruito i periodi di lavoro e i percorsi effettuati. Le Fiamme gialle hanno anche rilevato che il periodo di assenza dal lavoro è costato circa 25mila euro di stipendi lordi pagati dall’ente.

Tutta l’indagine è finita poi sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso. Nel frattempo l’Enac ha avviato l’iter per l’apertura di un procedimento di natura disciplinare nei confronti del dipendente indagato ed è anche pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale. L’Ente chiede infatti che “venga fatta piena luce sui fatti e vengano perseguite le eventuali responsabilità a tutela dell’onorabilità e della professionalità dell’Ente e di tutti i dipendenti che svolgono con correttezza, onestà e trasparenza le attività istituzionali di regolamentazione, controllo e vigilanza sul settore aeronautico”.

(di Fabrizio Fois/ANSA)