Ecco la Var in Champions, Rosetti: “Riduce gli errori”

L'ex-arbitro Roberto Rosetti, attualmente a capo degli arbitri Uefa.
L'ex-arbitro Roberto Rosetti, attualmente a capo degli arbitri Uefa.

ROMA. – La rivoluzione Var sta per fare il suo esordio nelle competizioni dell’Uefa, finora molto prudente nell’adozione del sistema, ed è grande l’attesa per la ‘prima’ in programma la prossima settimana negli ottavi di finale della Champions League, in seguito ai test tecnologici positivi e agli allenamenti degli arbitri negli ultimi mesi.

“Il progetto non è perfetto, non può eliminare le discussioni e noi lo sappiamo benissimo. Ci sono ancora le decisioni controverse ma questo è un progetto giovane e dobbiamo lavorare per ridurre gli errori. L’obiettivo è arrivare ad eliminare quelli chiari ed evidenti”, ha dichiarato il capo arbitrale dell’Uefa, Roberto Rosetti, durante il ‘Var media briefing’ tenuto a Roma al termine della riunione del comitato esecutivo dell’organizzazione calcistica.

Rosetti ha spiegato che la squadra Var per la Champions controllerà costantemente errori chiari ed evidenti legati a quattro decisive situazioni di gioco (gol, rigori, cartellini rossi diretti e scambi di persona) e ad episodi sfuggiti all’occhio dell’arbitro. “Gli arbitri sono soddisfatti dell’uso della Var, e noi vogliamo fornire loro un sostegno. Il progetto deve essere trasparente e chiaro – ha aggiunto Rosetti -. Per usare bene questa tecnologia sono necessarie molta preparazione, pratica e simulazioni”.

“Lavoriamo per avere uniformità. Avremo squadre arbitrali provenienti dallo stesso Paese e, se non sarà possibile, formeremo squadre con arbitri che non partecipano a campionati col Var affiancati da colleghi che lavorano ogni settimana con questa tecnologia”, ha spiegato, il quale ha però tenuto a ricordare però che la Var “non deve sostituirsi all’arbitro, non vogliamo distruggere lo spirito del calcio.

Deve essere sempre l’arbitro al centro del processo decisionale, il punto di riferimento, poi se il Var ha immagini chiare che dimostrano che c’è un errore allora si può intervenire. Deve essere una sorta di paracadute”. Rosetti ha sottolineato quindi che “dovranno essere sanzionati i giocatori che chiedono l’intervento del Var mimando il gesto del video.

“I campionati più importanti sono già nel progetto, e dal prossimo anno ci sarà anche la Premier – aggiunge il capo degli arbitri dell’Uefa -. Lavoriamo per raggiungere l’uniformità, tutti gli arbitri devono usare la Var alla stessa maniera nel modo più coerente possibile”.

Oltre alle gare di Champions, la Var verrà usata nella finale di Europa League di Baku di questa stagione, nelle Finals di Nations League di giugno in Portogallo, nei Campionati Europei Under 21 che si giocheranno in Italia sempre a giugno e nella Supercoppa 2019.

In conclusione Rosetti, dopo aver evidenziato che la Var potrà entrare in azione anche per controllare la corretta esecuzione dei calci di rigore, si è soffermato sul tempo di utilizzo della Var: “L’accuratezza è più importante della velocità, ma il tempo è importante. L’intervento medio della revisione al video dura 68 secondi, senza la revisione solo 35 secondi. Una interruzione di gioco risibile quindi se serve per prendere la decisione cruciale nel risultato di una partita”.