La corsa solitaria di Berlusconi: “Centrodestra è il futuro”

Silvio Berlusconi ad una riunione di "Forza Italia" (FI).
Silvio Berlusconi ad una riunione di "Forza Italia" (FI). ANSA/FEDERICO PROIETTI

PESCARA. – Tutti insieme per Marco Marsilio, poi però ognuno per sé. In Abruzzo Salvini, Berlusconi e Meloni cercano di proporre l’unità regionale per il candidato presidente, ma l’orizzonte nazionale non parla la stessa lingua. Il Cavaliere ha ripreso una corsa sostanzialmente solitaria, rivendicando la necessità ricompattare un centrodestra che sta perdendo forza e collante.

Il Cavaliere attacca affermando di essere in totale disaccordo con il leader della Lega: quando ”dice di non voler rompere il contratto con il M5s”. “Salvini continua a ripetere questa frase per stare in pace con i suoi compagni di governo, io sono in totale disaccordo”, si carica l’ex premier.

Il vicepremier leghista sdrammatizza e non parla di centrodestra ma scherza e propone un gemellaggio Abruzzo-Francia. “L’Abruzzo è la terza regione italiana che ha avuto più finanziamenti. La sfida è sul turismo, sia in montagna che al mare. Portare più italiani, magari più francesi in Abruzzo. Ne parlerò con Macron, per un gemellaggio tra la Francia e l’Abruzzo”.

Mentre Di Maio punzecchia l’alleato di governo dicendo che ”dall’altra parte c’è Salvini, abbastanza imbarazzato nella conferenza stampa di ieri a Pescara con Berlusconi”.

Una conferenza che invece il Cav ripropone anche per la campagna elettorale in Sardegna. Le regionali in Abruzzo si sono dunque caratterizzate con un duplice confronto interno: dentro lo schieramento di governo e nel centrodestra. La partita interna al governo è quella di una Lega che mira a ‘regolare’ i conti puntando al primo posto nei voti e a spostare l’ago della bilancia politica nazionale a proprio favore.

‘Governerà la Lega’, vanno ripetendo i dirigenti locali abruzzesi, sottintendendo no Forza Italia e no Fratelli d’Italia con buona pace della Meloni, di Berlusconi e del candidato presidente Marsilio (FdI). In queste ore poi gli appelli al voto, e qualche sondaggio emerso dalle nebbie, dimostrano che la partita è tutt’altro che definita, come ha voluto rimarcare giovedì sera lo stesso Salvini, invitando i supporter leghisti al comizio finale a mettercela tutta in queste ore per dare la caccia ai voti.

(di Luca Prosperi/ANSA)