Tav, Salvini promette: “Si farà”. Si studia lancio bandi

Lo scavo del versante Francese a Saint Martin La Porte del tunnel Ferroviario Lyon-Turin. Salvini
Lo scavo del versante Francese a Saint Martin La Porte del tunnel Ferroviario Lyon-Turin. (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

TORINO. – La Torino-Lione va avanti. Il giorno dopo l’approvazione alla Camera della mozione che impegna il governo “a ridiscutere integralmente il progetto” della nuova linea ferroviaria, Matteo Salvini precisa che “non c’è alcun blocco”. Solo “una revisione del progetto con l’obiettivo di portarlo a termine”, aggiunge il leader della Lega, che ingaggia una battaglia a distanza con Sergio Chiamparino.

Il governatore del Piemonte lo accusa di raccontare balle, invitandolo a sbloccare i bandi per essere coerente. E annuncia che martedì porterà in Consiglio regionale “la richiesta di una consultazione popolare”. Il Consiglio Direttivo della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro accusa il governo di avere compromesso la credibilità dell’Italia.

Senza contare che il tempo stringe. Se entro marzo non saranno pubblicati i bandi di gara, inoltre, il rischio è di perdere un terzo dei fondi europei previsti per questa prima fase di lavori. Trecento milioni su 813, come precisato dal rappresentante della Commissione Ue nel consiglio d’amministrazione di Telt. Che, non a caso, ha tenuto la seduta aperta, nella speranza che da un momento all’altro la partita si sblocchi.

La soluzione potrebbe essere nella norma ‘dissolvente’ del diritto francese, che può consentire chi dichiara una procedura di gara già pubblicata “senza seguito”. I Cinque Stelle, che hanno incassato il sì alla mozione fotocopia del contratto di governo, nicchiano. “Si tratta di un’opera pensata trent’anni fa, che finirà tra 15 anni almeno, e i cui benefici si vedranno tra i 50 e i 70 anni”, sostiene il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, secondo cui la Torino-Lione “non è al primo posto nell’ordine delle priorità”.

“La Lega ha votato lo stop alla Tav, se voleva la ripresa dei lavori avrebbe dovuto votare alla Camera la mozione del Pd, o delle altre minoranze, non quella del M5S”, polemizza Davide Gariglio, componente Pd in Commissione Trasporti alla Camera. Le minoranze agitano lo spettro dello scambio: l’immunità per Salvini sul caso Diciotti con la mozione che blocca la Tav.

Ma il leader della Lega non ci sta: “Non esiste alcuna trattativa o scambio – insiste – L’obiettivo è di andare avanti, finire l’opera, rivedendo eventuali costi eccessivi e aggiuntivi”. A chiarire la posizione del Carroccio, arrivano in serata anche le parole del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, per il quale “bisogna cercare di procedere rapidamente con quelle opere che possono essere cantierizzate da subito. Se poi sul tunnel di valico si sta anche due mesi ad approfondire, e si riescono a recuperare risorse, credo che possa essere utile”.