Guaidó torna a Caracas indisturbato: “Metteremo fine all’usurpazione”

CARACAS  – E’ tornato in Venezuela, dopo essere stato ricevuto ovunque con gli onori che si riservano solo ai capi di Stato. Lo ha fatto sfidando il governo che lo aveva minacciato con il carcere. Ad accogliere all’Aeroporto Simón Bolívar Juan Guaidó, il presidente designato dal Parlamento, non c’erano gli agenti della polizia politica ma una grande folla.

Il leader dell’opposizione ha preso l’auto indisturbato, si è recato a Piazza Alfredo Sadel e, una volta ancora, ha promesso che “presto si metterà fine all’usurpazione.

Chi si attendeva un’azione di forza da parte delle autorità di polizia è rimasto deluso. D’altronde il governo, nei giorni scorsi, aveva minacciato il leader dell’Opposizione con l’arresto. Ora si è limitate ad annunciare che “si stanno studiando misure appropriate” nei suoi confronti.

Ha mantenuto la sua promessa. Due settimane, dopo la sua uscita clandestina dal paese, Guaidò aveva assicurato che sarebbe tornato in patria come qualunque passeggero. E lo ha fatto a bordo di un volo commerciale proveniente da Panama. Ad attenderlo nello scalo aereo vi erano diplomatici statunitensi, europei e latinoamericani, pronti ad intervenire in caso di necessità. La polizia di frontiera non l’ha fermato. Non lo ha fatto neanche la polizia politica. Eppure Guaidó è uscito dal paese violando un divieto di espatrio decretato dall’Alta Corte. Guaidó ha raccontato come il funzionario che ha esaminato il suo passaporto gli abbia detto:

– Benvenuto, presidente!

Nelle ore precedenti il suo ritorno in Venezuela, si erano moltiplicati gli appelli e i messaggi della comunità internazionale al governo Maduro perché rispettasse la libertà e l’incolumità fisica del leader dell’opposizione. Così Guaidò è potuto uscire senza problemi dall’aeroporto di Caracas e raggiungere la “Plaza Sadel” dove, ad attenderlo, vi erano migliaia di persone.

Manifestazioni in appoggio di Guaidò che si sono svolte anche a Barcelona, , Valencia, Maracaibo, San Cristobal e altre città del paese.

– Non saranno le minacce e le persecuzioni che ci fermeranno – ha assicurato Guaidó -. Siamo più forti che mai. Il nostro sguardo è rivolto al futuro.

Guaidó, che ha ringraziato i governi che lo hanno ricevuto in questi giorni, ha annunciato una nuova giornata di mobilitazione per sabato.

Nessun commento da parte del governo che ha preferito ignorare l’arrivo del leader dell’Opposizione. Solo la vicepresidente Delcy Rodriguez ha toccato il tema. E lo ha fatto nel corso di un’intervista concessa a Russia Today. Rodríguez ha affermato che il governo sta analizzando le “attività” di Guaidò per prendere “le misure adeguate”. Giorni fa Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea Costituente e numero due del Psuv, aveva avvertito che se Guaidò fosse tornato in Venezuela ad attenderlo ci sarebbe stato “un bel comitato di benvenuto”. E’ stato accolto da un bagno di folla.