Houthi attaccano con i droni gli oleodotti sauditi

Serbatoio della Aramco nell'impianto Saudi Aramco's Ras Tanura.
Serbatoio della Aramco nell'impianto Saudi Aramco's Ras Tanura. REUTERS/Ahmed Jadallah

BEIRUT. – Dopo le petroliere saudite nel Golfo “sabotate” da entità ancora non meglio identificate, sono stati danneggiati degli oleodotti sauditi in tre diverse regioni del regno da attacchi coordinati, compiuti e rivendicati dagli insorti yemeniti Houthi vicini all’Iran. La compagnia petrolifera saudita Aramco, diretta da un board composto anche da manager statunitensi, ha dovuto interrompere in parte il ciclo di distribuzione del greggio.

Questo avviene in un contesto di graduale inasprimento della tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran e i loro rispettivi alleati nel Golfo, sullo sfondo del braccio di ferro tra Washington e Teheran attorno al tema del nucleare iraniano. Intanto gli Houthi hanno completato il “parziale ritiro” dalla zona portuale yemenita di Hudayda, città sul Mar Rosso contesa tra forze lealiste filo-saudite e gli insorti filo-iraniani.

L’Onu ha certificato l’avvenuto ritiro delle milizie dai porti di Hudayda, Salih e Ras Issa. Queste tre zone costituiscono il principale canale di ingresso degli aiuti umanitari internazionali diretti allo Yemen, devastato dalla guerra civile a cui Iran e Arabia Saudita partecipano a vari livelli, sostenendo rispettivamente gli Houthi e i lealisti.

Proprio l’Arabia Saudita aveva denunciato attacchi con droni contro degli oleodotti. Gli attacchi erano stati rivendicato poi dagli insorti Houthi, che avevano affermato di aver voluto inviare un messaggio a Riad per “fermare l’aggressione” in Yemen. Secondo la tv al Masira, megafono dell’insurrezione yemenita Huothi, l’attacco con i droni contro la rete di oleodotti sauditi è per “rispondere ai crimini commessi ogni giorno (dai sauditi) contro il popolo yemenita”.

Secondo le autorità saudite gli attacchi si sono verificati in tre regioni diverse del regno: nelle provincie orientali sul Golfo, nel Mar Rosso nel distretto di Yanbu, e nella zona della capitale Riad, nei distretti di Dudaymi e Afif. Questi attacchi giungono due giorni dopo gli annunciati “atti di sabotaggio” attribuiti a non meglio precisati entità straniere contro petroliere saudite, una norvegese e una degli Emirati Arabi Uniti nel Golfo dell’Oman vicino allo Stretto di Hormuz. Su questo l’inchiesta di Abu Dhabi prosegue senza per ora aver attribuito responsabilità certe.

(di Lorenzo Trombetta/ANSA)