Il Quirinale osserva con attenzione la corsa dello spread con occhio alla Manovra

Facce preoccupate in Borsa per il rialzo dello spread.
Facce preoccupate in Borsa per il rialzo dello spread. (ANSA/AP Photo/Richard Drew, File) [CopyrightNotice:

ROMA. – Il Quirinale osserva con attenzione la corsa verso l’alto dello spread cercando di leggere tra le righe quanto il rush di queste ore sia un effimero scoppiettio pre-elettorale o quanto di strutturale si stia assemblando nei confronti dell’Italia. Un monitoraggio approfondito se messo in relazione alle note preoccupazioni del presidente Mattarella sulla composizione della prossima legge di Bilancio 2020.

Chi frequenta il Quirinale non nasconde questa grande attenzione all’evoluzione improvvisa dello spread e si conferma che lo sguardo è da tempo rivolto a un’orizzonte lontano, ma non lontanissimo: il prossimo autunno. Tre mesi, ottobre, novembre e dicembre che saranno politicamente dominati dalla realizzazione di una complessa Manovra che dovrà fare i conti con una nuova Commissione europea, non si sa quanto più indulgente dell’attuale. Collegamento logico, quello tra spread e manovra, perché legato al rispetto dei target di bilancio concordati con l’Europa.

Ecco perché l’allarme rosso è scattato nei palazzi del governo dove si cerca di gettare acqua sul fuoco. A partire dal premier Giuseppe Conte che si rivolge direttamente “ai Mercati e agli investitori” garantendo che “non c’è nulla di cui preoccuparsi” perchè si tratta di un rialzo “collegato alla competizione elettorale”. Ancora più netto il ministro dell’Economia Giovanni Tria: “il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee”.

Insomma, da Chigi viene chiara un’assunzione di responsabilità, un’attenzione doverosa al ritmo dello spread insieme a un messaggio di rassicurazione ai mercati basato sul mantra che i conti pubblici sono in ordine e si vuole procedere ad un abbassamento del debito pubblico. Motivazioni che Mattarella capisce e comprende per cui al Quirinale regna ancora la calma. Una calma che non cancella le analisi preoccupate sul dopo voto, puntellate dalla consapevolezza che il superamento della quota psicologica di 300 di differenziale con i bund tedeschi potrebbe aprire scenari oggi imprevedibili. Sia nel Governo che al Quirinale.

Per questo si riaffacciano rumours incontrollati sull’apertura di una crisi estiva e ancora più incontrollabili sulla data di eventuali elezioni anticipate. Il presidente Mattarella ama affrontare i problemi quando si presentano e con grande linearità costituzionale. Quindi gli eventuali passaggi di una crisi non prevedono ad oggi “coup de theatre”. Consultazioni per verificare l’esistenza di una diversa maggioranza parlamentare (improbabili incarichi al buio), eventuale scioglimento e elezioni anticipate.

Quando? Al Quirinale non esistono pregiudizi anche su date mai sperimentate in passato, come un voto a settembre. Una campagna elettorale agostana non si è mai vista ma non sarebbe responsabilità del Quirinale. Più agevole un voto ad ottobre anche se si riducono i margini di tempo per varare la legge di Bilancio 2020. Ma calendario alla mano, in caso di maggioranza chiara, ce la si potrebbe fare. Ragionamenti e analisi doverose per istituzioni serie, anche perché l’opzione di una fiammata pre-elettorale dello spread non viene privilegiata dagli analisti.

“I Btp sono stati sotto pressione dopo i commenti di Matteo Salvini sul deficit”, mette nero su bianco Unicredit. “Rimangono sotto pressione i Btp dopo alcune dichiarazioni del Vice Premier sul fatto che il governo potrebbe sforare il deficit del 3% con la prossima legge di bilancio”, gli ha fatto eco Mps. E Antonio Tajani quantifica il danno: “continuando di questo passo, il conto dei soldi gettati al vento salirà a 8-10 miliardi entro il 2019”. Il sottosegretario Giorgetti, pensieroso, riflette: “spero che le vicende politiche italiane non siano condizionate dallo spread”.

(Di Fabrizio Finzi/ANSA)