Luna, all’asta il manuale di bordo dell’Apollo 11

Astronauta passeggia sulla superficie lunare.
Dal manuale di bordo dell'Apollo 11. (ANSA)

NEW YORK. – Luna all’incanto a New York: in vista del cinquantesimo anniversario dello sbarco, Christie’s metterà all’asta 200 cimeli che celebrano le missioni Nasa degli anni ’60 e ’70. Tra foto autografate, mappe, macchine fotografiche, il pezzo forte, con una stima tra i sette e i nove milioni di dollari, è il manuale di bordo dell’Apollo 11: fu usato da Neil Armstrong e ‘Buzz’ Aldrin nell’allunaggio del modulo Eagle sulla superficie lunare il 20 luglio 1969.

Il libro, venduto da Aldrin all’attuale proprietario nel 2007, ha ancora lievi tracce di polvere lunare e quasi 150 annotazioni a mano “in tempo reale” degli astronauti, tra cui le coordinate dell’Eagle sul Mare della Tranquillità pochi minuti dopo l’allunaggio. “È il primo esempio di scrittura umana su un corpo extraterrestre”, afferma la casa d’asta, notando l’unicità del cimelio: “Le prossime missioni umane saranno completamente digitalizzate: è altamente improbabile dunque che in futuro sia creato un nuovo documento simile”.

Tra gli altri lotti ci sono una grande bandiera americana che ha volato sull’Apollo 10 (stima tra 25 e 35 mila dollari), e una lente fotografica con pennello per la raccolta della polvere usata nella missione Apollo 14 (125-175 mila dollari). Il manuale di bordo stava in mezzo a Armstrong e Aldrin durante l’allunaggio: racconta le 34 emozionanti ore del viaggio dell’Eagle, dall’ispezione, partenza, discesa sulla Luna e successiva ascesa all’orbita lunare per l’appuntamento con il terzo astronauta della missione, Michael Collins, a bordo del Columbia.

A fianco dell’asta, Christie’s metterà in vendita online una raccolta di meteoriti spaziali: la collezione Stifler, considerata una delle più ricche al mondo, include “un massiccio esemplare triangolare” stimato tra 100 e 130 mila dollari che rivela sia l’interno che l’esterno di una roccia lunare. Altri campioni di rocce lunari raccolte dagli astronauti del Progetto Apollo verranno per la prima volta messe nelle mani dei geologi per essere studiate.

La Nasa ha selezionato nove equipe di scienziati e sta per aprire le casseforti del Johnson Space Center di Houston, ma è solo una coincidenza con l’anniversario dello sbarco: il fatto è che le tecnologie sono staordinariamente avanzate da allora e “possiamo fare adesso di più con un milligrammo di quanto potessimo fare all’epoca con un grammo”, ha detto Ryan Ziegler dell’ente spaziale americano che le ha in custodia.

(di Alessandra Baldini/ANSA)