Conte dà fiducia Salvini ma avverte: “Ben venga inchiesta”

Il Primo Ministro Giuseppe Conte, il ministro dell'Interno e vice premier, Matteo Salvini, il ministro dell'Economia e vice premier, Luigi Di Maio durante l'incontro con il presidente russo, Vladimir Putin (di spalle) a Roma.
Il Primo Ministro Giuseppe Conte, il ministro dell'Interno e vice premier, Matteo Salvini, il ministro dell'Economia e vice premier, Luigi Di Maio durante l'incontro con il presidente russo, Vladimir Putin (di spalle) a Roma. (Ufficio Stampa Palazzo Chigi), Vladimir Putin (C)

ROMA. – Giuseppe Conte sul caso Lega-Russia ha “fiducia in Matteo Salvini”, ma – avverte – “la magistratura deve fare il suo corso”. Intanto l’audio dell’incontro di Mosca sul sito di informazione statunitense BuzzFeed infiamma il Parlamento: il Pd chiede una commissione d’inchiesta e si scontra con la presidente del Senato che minimizza. “Ridicolo” chiederla, secondo Salvini, “siamo scomodi, è evidente – dice il Capitano -. Indagati, ascoltati e processati in Italia e non solo”. “I nostri bilanci sono pubblici e trasparenti, nessun problema”, spiegano fonti leghiste in riferimento alla commissione. M5S sottolinea la propria “diversità” sui finanziamenti e dice sì all’indagine parlamentare, “ma su tutti i partiti”.

Intanto è in campo la procura di Milano, che l’audio lo aveva da settimane dopo le rivelazioni dell’Espresso a febbraio e ha indagato Gianluca Savoini, protagonista del meeting all’Hotel Metropol della capitale russa. “So che c’è un’inchiesta”, commenta Conte, “ad ognuno le proprie responsabilità: saranno fatte le opportune verifiche”. “Fiducia la invoco sempre: è fondamentale con i cittadini e nel governo – aggiunge il premier -. Ho fiducia nel ministro Salvini”. L’avvocato ammette di non aver ancora avuto tempo di ascoltare l’audio. A Palazzo Chigi non ne avrebbe parlato con Salvini.

Intanto il Pd va all’attacco a Palazzo Madama, dove Elisabetta Casellati definisce “pettegolezzi giornalistici” quanto emerso rispondendo alla richiesta di portare il te ma in Aula a palazzo Madama. I dem chiedono a Conte di venire in Aula e al governo di dire “se sia un vassallo della Russia”. Il M5S cavalca il caso per tentare di ridimensionare lo strapotere di Salvini. “Chiediamo trasparenza, siamo preoccupati per il governo”, fanno sapere dal Movimento.

La Lega è invece difesa da Giorgia Meloni: “Sono certa che saprà spiegare tutte le cose che possono non essere chiare”, dice la leader di Fratelli d’Italia, stupita che la sinistra chieda di indagare sui fondi dalla Russia “che il partito comunista italiano ha preso per anni”.

Sui presunti 65 milioni di dollari che Savoini avrebbe cercato di procurare alla Lega Salvini resta netto: “Non ho mai avuto bisogno di chiedere o avere soldi da nessuno all’estero”. E sul ruolo di Savoini afferma: “Non lo so, chiedetelo a lui, io parlo a nome mio, è ridicolo tutto quello che leggo”. “A me sembra che qualche fanfarone le sparava grosse – dice Giancarlo Giorgetti, suo braccio destro – e qualcuno in modo opportunistico per chissà quali fini ne approfitta per gettare discredito su Salvini”.

Nella Lega preoccupano le modalità e l’ex eurodeputato Mario Borghezio dà voce a quel che molti pensano: “Puzza di servizi segreti. Ho pensato a Strache in Austria”, il leader sovranista rovinato da un video in cui chiedeva fondi a una russa, sedicente nipote di un magnate. Da Mosca una fonte diplomatica afferma che “il governo russo non è coinvolto nella politica italiana né in quella di altri Paesi” ed è “ridicolo” muovere delle accuse in base a un file audio “con qualcuno da qualche parte che parla russo”.

L’ipotesi di reato di corruzione internazionale dei pm di Milano presuppone che dei funzionari russi possano aver preso soldi. Nell’audio si parla di una grande compagnia petrolifera di Mosca che avrebbe venduto il greggio a una azienda italiana per creare fondi neri per la Lega durante la transazione. E viene citato un vice primo ministro che potrebbe essere Salvini o un russo. “Massima trasparenza – assicura il ministro degli Interni -, quando vado negli Stati Uniti e in Russia non cerco soldi, lavoro per le imprese italiane”. E in quei giorni di ottobre del 2018 era in missione a Mosca anche per favorire accordi commerciali. Nel frattempo il leghista della prima ora Savoini avrebbe trattato per procurare milioni in nero al partito.

( di Luca Laviola/ANSA)