Oscar della Scienza agli architetti della Supergravità

Sergio Ferrara, fisico teorico del Cern che oggi vive a Ginevra e che continua ad avere rapporti molto saldi con l'Italia, dove è nato 74 anni fa.
Sergio Ferrara, fisico teorico del Cern che oggi vive a Ginevra e che continua ad avere rapporti molto saldi con l'Italia, dove è nato 74 anni fa. (ANSA)

ROMA. – Realizzare il grande sogno di Albert Einstein e della fisica contemporanea, trovando un’unica teoria capace di spiegare la gravità e nello stesso tempo di descrivere il comportamento delle particelle elementari e delle forze che le controllano: è stata questa l’impresa cominciata oltre 40 anni fa dall’italiano Sergio Ferrara, con l’americano Daniel Freedman che lavora fra il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e l’Università di Stanford, e l’olandese Peter van Nieuwenhuizen, dell’università Stony Brook, veri e propri architetti della teoria della Supergravità.

Il valore della loro ricerca è riconosciuto ufficialmente con l’assegnazione del premio Breakthrough da 3 milioni di dollari, considerato l’Oscar della Scienza e prestigioso come il Nobel. Nato nel 2012 per iniziativa del miliardario russo Yuri Milner, del co-fondatore di Google Sergey Brin e dei fondatori di Facebook e Alibara, Mark Zuckerberg e Jack Ma, il premio Breakthrough è rivolto alle ricerche di frontiera e che sanno di futuro, come la teoria della Supergravità che un giorno potrebbe trovare conferma nella scoperta di particelle capaci di dimostrane la fondatezza, ad esempio identificando le particelle che potrebbero costituire la materia oscura, ossia la materia invisibile e ancora inafferrabile che occupa circa il 25% dell’universo.

Da tempo, infatti, ci si aspetta qualcosa di nuovo, capace di superare la teoria di riferimento della fisica contemporanea chiamata Modello Standard e di descrivere aspetti della natura finora misteriosi, come la materia oscura. Si attende, cioè, di fare il primo passo in quel territorio sconosciuto che viene chiamato “nuova fisica” e che il Modello Standard non è in grado di descrivere.

A rendere incompleto il Modello Standard è soprattutto il fatto che è in grado di considerare solo tre delle quattro forze della natura, lasciando fuori la gravità, che era stato il dominio della teoria della relatività generale di Einstein.

Il primo a decidere di abbattere le barriere che separavano la teoria della relatività dalla fisica delle particelle è stato Sergio Ferrara, fisico teorico del Cern che oggi vive a Ginevra e che continua ad avere rapporti molto saldi con l’Italia, dove è nato 74 anni fa e dove ha cominciato i suoi studi; oggi è affiliato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Ferrara aveva cominciato a discutere l’idea di una nuova teoria nel 1975 a Parigi con Freedman nel 1975 a Parigi, in seguito van Nieuwenhuizen si unì all’impresa. Partendo da un’altra teoria allora molto recente, quella della Supersimmetria, secondo la quale ogni particella elementare ha una particella ‘partner’, i tre indicavano che era possibile utilizzare gli strumenti della Supersimmetria (quindi di una teoria che descriveva il comportamento delle particelle) per comprendere una nuova particella chiamata “gravitino”: era nata la teoria della Supergravità.

Non era un’alternativa alla teoria della relatività generale di Einstein, ma la considerava in modo completamente nuovo e dimostrava che la supersimmetria era in grado di spiegare tutti i fenomeni che osserviamo nel mondo reale, compresa una mela che cade da un albero a causa della forza di gravità. La scommessa, adesso, è riuscire a trovare il gravitino: questa sarebbe la prova definitiva della correttezza della teoria della Supergravità e forse il primo passo in quel mondo ancora ignoto chiamato ‘nuova fisica’.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)