Venezuela, delegazione del Governo abbandona il dialogo

CARACAS – Un calcio al “Tavolo” promosso dalla Norvegia. Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha annunciato che la delegazione incaricata del dialogo con l’Opposizione non assistera agli incontri previsti nei prossimi giorni. E’ la reazione del Governo alle sanzioni decise dalla Casa Bianca; sanzioni che congelano tutti gli “attivi” che il Paese ha negli Stati Uniti. Nel decreto presidenziale, comunque, si specifica che l’embargo non coinvolge l’aiuto umanitario. Vale a dire, l’invio di alimenti e medicine destinati alle frange della popolazione piú povere.

Nel programma televisivo condotta dal N. 2 del Psuv, Diosdado Cabello, il capo dello Stato ha assicurato che “il popolo venezolano si é indignato e ha reagito con furia bolivariana”.

Il presidente della Repubblica ha anche minacciato rappresaglie contro coloro che hanno chiesto con insistenza sanzioni contro il Paese. Dopo averli accusati di tradimento alla Patria, ha ordinato alle Forze Armate di applicare un castigo esemplare.

Da parte sua, Diosdado Cabello ha ripetuto che il “Venezuela sará un’altro Vietnam”. Ha sottolineato che “il problema non sará come invaderanno il Paese (riferimento ai funzionari della Casa Bianca che non escludono l’intervento militare) ma come faranno ad abbandonarlo”.

Anche il ministro della Difesa, il Generale Vladimir Padrino López, é intervenuto nella polemica. Ha detto che le Forze Armate reclamano giustizia e ha chiesto sia castigato chi ha chiesto sanzioni contro il Paese.

Opposizione, aperti al dialogo

Dal canto suo, il presidente “ad interim”, Juan Guaidó, ha assicurato che saranno esplorate tutte le vie che possano condurre al ripristino delle libertá democratiche nel Paese. E si é detto disposto a continuare il dialogo nonostante condivida i provvedimenti della Casa Bianca, orientati a esercitare pressione politica sul governo per una soluzione pacifica alla crisi.

Mentre gli esperti considerano ormai moribondo il dialogo promosso dalla Norvegia, la Commissione di Finanza del Parlamento ha reso noto che l’inflazione a luglio é stata del 33,8 per cento. Sebbene sia vero che l’iperinflazione abbia perso forza, restano le ragioni che l’hanno provocata. A detta degli specialisti dell’An, la riduzione del ritmo d’inflazione é dovuto alla contrazione del 35 per cento del consumo.

L’inflazione accumulata mensile é stata fino ad oggi del 1579,2 per cento. Dal luglio del 2019 al luglio del 2019 l’inflszione resgistrata é del 264 mila 872,9 per cento.