Mogol: “Lucio Battisti ci ha lasciato troppo presto”

Mogol intervistato da Emilio Buttaro per “La Voce d’Italia”
Mogol intervistato da Emilio Buttaro per “La Voce d’Italia”

Quando si parla di musica d’autore non può mancare Mogol. Il paroliere più famoso d’Italia ha presieduto la giura di “Bologna Musica d’Autore”, un importante concorso canoro organizzato da Fonoprint e riservato a giovani cantautori. “La musica è una parola che dice cose diverse – ha spiegato Mogol al nostro giornale – nel senso che la musica è bella, la musica è per i ragazzini, la musica che poi diventa storia. La parola è una sola, però la verità è che non è sempre uguale”.

Da qualche settimana il patrimonio artistico delle canzoni di Battisti e Mogol è in streaming ed in poche ore si è superato ogni record. “E’ una bella notizia – ha commentato – ed è abbastanza naturale che ci siano stati numeri importanti. Credo che la musica di qualità sia un modo per poter evolvere la gente. Un libro magari lo leggono centomila persone ma se una canzone fa successo sono 40 milioni e poi il libro lo leggono e poi lo chiudono ma se la canzone la imparano, ricordano le parole a memoria”.

Ma pensando a Lucio Battisti qual è la cosa che più fa brillare gli occhi a Mogol? “Ricordo il suo sorriso, le canzoni che mi fece ascoltare, è morto troppo presto questa è la verità. Avremmo potuto fare altre canzoni, tante altre”. Poi il grande paroliere ha parlato dei suoi inizi con Battisti. “Non era la sua musica allora ma era la musica di uno che cominciava e bisognava valutare bene le sue canzoni. Poi aveva scritto i testi lui, per cui erano un pochino approssimativi”.

Una carriera straordinaria quella di Mogol con i suoi versi che hanno superato tutte le epoche ma con un nuovo sogno che sta per realizzare: “La mia scuola ha ormai 27 anni e 1800 allievi e presto faremo un Festival con tre serate presentando circa quattordici o quindici canzoni di livello altissimo. Sarà il frutto di tanto lavoro”.

Video Intervista di Emilio Buttaro