Bottura fa strike,Tre stelle Michelin a Modena

Massimo Bottura sulla soglia della sua Osteria Francescana a Modena.
Massimo Bottura sulla soglia della sua Osteria Francescana a Modena.

PIACENZA. – Ha gli occhi che brillano a Piacenza Massimo Bottura, vestito tutto di Gucci perché è festa grande: la guida Michelin Italia ha confermato le Tre stelle Michelin alla sua Osteria Francescana a Modena e ha incassato la novità della prima stella Michelin, a Firenze per “Gucci Osteria da Massimo Bottura”, portando sul palco la 37/enne executive chef messicana Karime Lopez.

La giornata di Bottura si è aperta con l’affettuoso incontro con Lucia Cavanna, la moglie dello chef francese d’origine e piacentino d’adozione Georges Cogny che nel 1988, agli inizi della carriera in cucina di Bottura, gli disse: ”Massimo vedrai che porterai Modena nel mondo”. Così è stato, e così sarà l’anno prossimo quando con Gucci verrà esportata in Usa e in Giappone la formula di ”Gucci Osteria da Massimo Bottura”.

”Apriremo a gennaio a Los Angeles, sulla Rodeo Drive, famosa strada di Beverly Hills in California – ha annunciato lo chef modenese, a margine della presentazione della Guida Michelin 2020 – e a Ginza, uno dei più importanti quartieri dello shopping a Tokyo. E poi alla fine dell’anno 2020 il nuovo Cavallino a Maranello che non sarà una operazione-nostalgia ma un ristorante che rispetti lo spirito di Enzo Ferrari, con carrello del bollito e i veri tortellini, ma anche una proiezione nel futuro.

Questa cosa con Ferrari – ha detto Bottura – è nata dall’amicizia con Marchionne, il primo a capire la valenza dell’idea Slow Food Best Cars, l’unicità della combinazione emiliana tra Food Valley e Motor Valley. Se sei nato a Modena cresci con due identità nella testa e nel cuore: gli 8 cilindri e il fascino delle barrique di gelso o di ciliegio dove per 25 anni riposa l’aceto balsamico di Modena.

Ora John Elkann mi ha chiesto di portare nella mensa universitaria il progetto Refettorio, che col suo movimento Food for soul sta diventano universale, da Rio a New York fino a Parigi e Milano. E’ un dialogo felice degli chef, impegnati nella lotta agli sprechi alimentari, ed è un po’ una chiusura del cerchio del nostro pensiero per costruire al meglio il futuro. In un continuo scambio tra fine dining e Refettorio tra il Maria Luigia dove ora porto in degustazione i piatti antologici dell’Osteria Francescana”.

Felice sul palco Karime Lopez: ”Osteria Gucci è un posto – sottolinea incredibile. Qui moda, cibo e design son mondi che vivono insieme totalmente. E dialogano con i monumenti di Firenze, con l’arte, e la qualità agroalimentare dal territorio. Da tre anni sono in Italia e ho capito che italiani e messicani sono simili. Ci piace parlare di cibo, della ricetta della zia o della nonna mentre mangiamo altro cibo, e ci piace la convivialità. Da qui l’importanza di condividere il tavolo”.

(dall’inviato Alessandra Moneti/ANSA)