Presidente Maduro: “La dollarizzazione un fenomeno positivo per l’Economia”

CARACAS – Giro di boa. Per il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, la “dollarizzazione” dell’economia “potrebbe essere un fenomeno positivo per il Venezuela”. Le dichiarazioni del capo dello Stato, durante un’intervista concessa a Josè Vicente Rangel, hanno sorpreso e sconcertato. Infatti, è stato proprio il presidente Maduro, in questi anni, a condannare energicamente l’uso del dollaro, considerandolo un segno “imperialista”.

Fino a qualche anno fa, il “bolívar” era l’unica moneta di corso legale in Venezuela. E il governo la difendeva contro vento e marea, considerando chi suggeriva la “dollarizzazione dell’economia” un agente dell’imperialismo e proibiva le operazioni in valuta. Oggi, invece, pare aver cambiato opinione. Forse obbligato dalle circostanze e dalla realtà dei fatti: la maggior parte delle transazioni economiche nel paese si realizzano in moneta straniera. Ovvero, in dollari e in euro nella Capitale, in “peso” colombiano o in “real” brasiliano lungo la frontiera.

– È probabile che ciò che sto per affermare possa essere considerato un peccato dai propagandisti di dogma – ha affermato il presidente Maduro -. Se così fosse, mi ritengo un peccatore. Considero che la dollarizzazione non sia un male. Non lo vedo come un fenomeno negativo.

Sostiene che è un segnale di “autoregolazione necessaria” in una economia in cui il Pil, stando agli esperti del Parlamento, ha subito una contrazione di oltre il 50 per cento dal 2013 ad oggi.

Cresce la liquidità

Intanto, la Banca Centrale ha reso noto le cifre del “circolante”. L’Istituto finanziario, nel corso del 2019, ha continuato a stampare e a mettere in circolazione banconote e monete. Almeno in teoria. Infatti, la liquidità sarebbe cresciuta, da gennaio ad oggi, ad un tasso del 2.450 per cento. Ciò giustificherebbe il comportamento dei prezzi, che da gennaio a settembre, avrebbero subito un incremento del 4.679,50 per cento. Un aumento da capogiro che ha pregiudicato in maniera determinante il potere d’acquisto del Bolívar.

Il primo DICOM ha prodotto un tasso di cambio di 30.987,5 bolivares per un euro o 24.996 per dollaro americano.

L’espansione monetaria è avvenuta in un momento in cui le riserve internazionali, che sono poi quelle sulle quali dovrebbe poggiare la strategia espansiva del circolante, vive una lunga fase di contrazione. Attualmente ammontano a 8mila 56 milioni di dollari. È evidente che la relazione tra liquidità e Riserve internazionali ha subito un fenomeno corrosivo che ripercuote in maniera importante sul valore della moneta che continua a svalutarsi giorno dopo giorno.

Va sottolineato che l’espansione della liquidità non si riflette sulla quantità delle banconote in circolazione, che continuano essere largamente insufficienti. Infatti, anche le più semplici operazioni di scambio avvengono con carta di debito o credito proprio per la carenza di contanti. Si, vive, insomma, un fenomeno di incremento virtuale della liquidità e ad una progressiva dollarizzazione dell’economia. Dollarizzazione, appunto, che ora pare essere accettata anche dal governo del presidente Maduro.