Schiaffo Trump a Bolsonaro, dazi su acciaio e alluminio

Trump e Bolsonaro sorridono durante la visita del neoeletto presidente brasiliano a Washington nel marzo 2019. (bbc.com)

WASHINGTON.  – A Jair Bolsonaro non è bastata la fama di “Trump dei Tropici”, e l’aver instaurato fin dall’inizio rapporti strettissimi con il presidente americano.L’annuncio a sorpresa di dazi Usa sulle esportazioni di acciaio e alluminio di Brasile e Argentina arriva come un fulmine a ciel sereno.

L’ennesima bordata via Twitter del tycoon, che accusa i due giganti sudamericani di danneggiare l’economia americana svalutando le proprie monete a danno dei prodotti made in Usa.

A far traboccare il vaso sarebbe stato proprio l’andamento del real brasiliano, che la scorsa settimana ha fatto registrare un ribasso record sul dollaro, perdendo nel mese di novembre il 5,53% circa e dall’inizio del 2019 il 9,43%. Non molto diverso l’andamento del peso argentino.  Dati che riflettono la crisi in atto nei due Paesi, e che ora i dazi dell’amministrazione Usa rischiano di peggiorare.

“Non credo quella del presidente americano sia una rappresaglia, parlerò col ministro dell’economia Paulo Guedes e se necessario telefonerò a Trump, ha affermato Bolsonaro, quasi incredulo di questo brutto colpo inferto dall’inquilino della Casa Bianca con il quale l’asse sembrava ben saldo. Un colpo che, se non proprio una pugnalata alle spalle, di certo ha il sapore di un vero e proprio schiaffo.

E se Wall Sreet reagisce con una giornata di forti perdite, a Brasilia e Buenos Aires c’e’ grande preoccupazione. I dazi su acciaio e alluminio, motivati da ragioni di sicurezza nazionale, potrebbero avere conseguenze pesantissime su una delle industrie più vitali dell’economia del Brasile, già alle prese con un tasso di disoccupazione oltre il 10% e con una stagnazione che sta mettendo in ginocchio gran parte del Paese.

Ogni anno il Brasile esporta acciaio e alluminio in Usa per oltre 2,5 miliardi di dollari e finora era stato esonerato dalle sanzioni imposte da Trump nel 2018, seppur costretto insieme alla vicina Argentina a sottoporsi ad un sistema di quote. Ma questo sembrerebbe non essere bastato ad evitare peggio, anche se ancora alle parole di Trump non é seguito alcun provvedimento.

L’impressione a Washington è che Trump in campagna elettorale voglia continuare a utilizzare i dazi a fini politici, per alimentare le sue chance di rielezione. Da una parte chiudendo il difficile accordo con la Cina e vincendo il braccio di ferro con il Congresso sull’Umsca, l’accordo con Canada e Messico che ha sostituito il Nafta.

Dall’altra parte il presidente americano sembra voler tenere alta la tensione con l’Europa e ora con le più grandi economie sudamericane. A farne le spese, dunque, potrebbero essere anche l’amico Bolsonaro e il neo leader argentino Alberto Fernandez, al primo test diplomatico della sua presidenza.