Svolta New York, vietate sigarette elettroniche aromatizzate

Una persona con una sigaretta elettronica in bocca.
Una persona con una sigaretta elettronica in bocca. ANSA/CLAUDIO PERI

NEW YORK. – Le sigarette elettroniche aromatizzate diventano illegali a New York che, ancora una volta, si conferma apripista negli Stati Uniti. Il sindaco Bill de Blasio ha firmato, trasformandolo in legge, il provvedimento che ne vieta la vendita nella Grande Mela a partire dal luglio 2020: chi non rispetterà il divieto sarà soggetto a una multa da 1.000 dollari.

Si tratta del divieto maggiore imposto finora nel paese. Una mossa estrema per far fronte all’emergenza del vaping a New York come nel resto degli Stati Uniti, dove le sigarette elettroniche stanno spopolando soprattutto fra i giovanissimi, anche non fumatori.

Un boom che da tempo agita le autorità federali finora però incapaci di offrire una soluzione, scaricando di fatto ai singoli stati e alle singole città la responsabilità di intervenire su una crisi dilagante.

“L’idea semplice dietro al provvedimento è quella di proteggere i cittadini, soprattutto i ragazzi. Tuteleremo la loro salute a ogni costo”, dice De Blasio firmando il provvedimento, approvato con una maggioranza schiacciante nelle ultime settimane dal consiglio comunale.

Un consiglio che ha deciso di intervenire, e di farlo con il pugno duro, per cercare di arginare la diffusione delle sigarette elettroniche aromatizzate fra i giovani. Secondo le stime presentate, circa uno studente di liceo su cinque a New York ha provato le sigarette elettroniche.

E sono soprattutto quelle aromatizzate ad attirare i giovanissimi mettendoli a rischio: si calcola che 5 milioni di teenager negli Stati Uniti siano dipendenti dalla nicotina a causa del vaping. La firma del provvedimento da parte di De Blasio è stata preceduta dalle testimonianze di tre ragazzi, fra i quali il 16enne Phillip Fuhrman.

“Ho usato la mia prima Juul alla menta quando avevo 14 anni, e non capivo i pericoli e la dipendenza delle sigarette elettroniche e di Juul”, racconta Fuhrman, riferendosi al popolare marchio di sigarette elettroniche, diffusissimo fra i giovanissimi e finito nel mirino delle autorità americane per le sue politiche di marketing, dirette – è l’accusa – proprio ai teenager.

La stretta varata da New York riapre le polemiche. L’industria delle sigarette elettroniche vale 9 miliardi di dollari e molti critici ritengono che i vari divieti imposti a livello locale negli Stati Uniti si traducano in un vantaggio per le big del tabacco, rendendo la vita più difficile agli ex fumatori che faticosamente sono riusciti a lasciare le bionde.