L’Iran ammette: “Abbattuto per sbaglio l’aereo ucraino”

Kamenei in preghiera.
L'Iran ammette: "Abbattuto per sbaglio l'aereo ucraino". (ANSA)

ISTANBUL. – “Il sistema di comunicazione era interrotto. L’operatore non è riuscito a contattare il comandante e aveva 10 secondi per decidere. Poteva colpire o meno l’obiettivo. In queste circostanze, ha preso la decisione sbagliata”.

È finita così la vita delle 176 persone a bordo del Boeing 737 ucraino, abbattuto per un “errore umano” all’alba di mercoledì subito dopo il decollo dall’aeroporto di Teheran perché scambiato per un missile da crociera americano.

Dopo averlo categoricamente negato per tre giorni davanti al mondo intero, l’Iran ammette che il volo PS752 della Ukrainian International Airlines è stato colpito da un razzo lanciato dalla sua contraerea “in una situazione di guerra”, poche ore dopo aver attaccato le basi Usa in Iraq. Un errore “imperdonabile”, l’ha definito il presidente Hassan Rohani, promettendo che i responsabili verranno puniti a tutti i livelli.

La confessione è giunta dopo le esplicite accuse di Canada – il Paese straniero con più vittime, 57 – e Regno Unito e i sospetti sempre più forti avanzati dagli 007 di molti Paesi occidentali, che la Repubblica islamica aveva liquidato come “grandi bugie”.

Contro le “menzogne” dei loro dirigenti sono invece scese in piazza migliaia di persone a Teheran, puntando il dito anche contro la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, prima di essere disperse con la forza dalla polizia. Nuove manifestazioni si annunciano per domani.

Secondo i media vicini ai Pasdaran, sarebbe stato proprio Khamenei a ordinare che venisse resa nota la verità “in modo esplicito e onesto” dopo che è stato messo al corrente del “catastrofico errore”. Ma la rabbia monta anche per la mancata chiusura dello spazio aereo, che avrebbe potuto prevenire l’incidente.

“Il sistema di difesa aerea iraniana era in stato d’allerta per contrastare ogni possibile ritorsione degli americani, poiché alcune osservazioni avevano indicato movimenti aerei statunitensi verso siti strategici iraniani”, ha spiegato l’esercito, secondo cui l’aereo ucraino avrebbe iniziato a volare vicino a un centro militare delle Guardie rivoluzionarie e sarebbe quindi stato erroneamente identificato come bersaglio nemico.

A ricostruire pubblicamente l’accaduto è stato il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran. “Avrei preferito morire. È avvenuto sotto il mio comando e quindi sono pienamente responsabile”, ha dichiarato illustrando la dinamica su una mappa. Il missile terra-aria che ha abbattuto il Boeing è stato sparato da 19 km di distanza.

“La Repubblica islamica dell’Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso” e le “indagini proseguiranno per identificare e perseguire” i colpevoli, ha promesso il presidente Rohani. Lo stato maggiore dell’esercito ha assicurato che saranno attuate “riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro”. Il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif sottolinea comunque che “l’errore umano” è accaduto in un “momento di crisi causato dall’avventurismo degli Usa”.

Le cancellerie occidentali, da Londra a Berlino, definiscono l’ammissione “un primo passo importante”, mentre Mosca auspica che Teheran “impari la lezione”, ma i Paesi direttamente colpiti dal disastro non abbassano la guardia. Il presidente ucraino Volodimir Zelensky ha chiesto che i responsabili vengano puniti e invocato “compensazioni” per i familiari delle vittime, mentre il premier canadese Justin Trudeau ha parlato di una “tragedia nazionale”, sollecitando l’Iran ad assicurare ora “trasparenza e giustizia”.

(di Cristoforo Spinella/ANSA)