Conte verso revoca Autostrade “ma aspetto proposte”

La sede di ''Autostrade per l'Italia''.
La sede di ''Autostrade per l'Italia''. (ANSA/FABIO FRUSTACI)

ROMA.  – Revoca sì, revoca no. Colpo di scena nella vicenda della concessione ad Autostrade dopo che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha aperto ad un’alternativa alla revoca passando la palla ai Benetton, che attraverso la holding Atlantia controllano Autostrade.

“Il governo sta conducendo la procedura di revoca ed è interesse della controparte fare una proposta transattiva che il Governo avrebbe il dovere di valutare”, ha detto il premier da Bruxelles, a margine del Consiglio straordinario Ue sul nuovo budget, sottolineando che “se fosse una proposta che offre la possibilità di tutelare l’interesse pubblico più della revoca, abbiamo il dovere di considerarla”. Conte ha voluto comunque precisare: “Non si dica che il Governo vuole transigere o sta facendo una proposta o controproposta”.

Le parole più concilianti del premier pronunciate nel pomeriggio, a mercati finanziari aperti, hanno avuto l’effetto di risollevare le sorti di Atlantia in Borsa. Il titolo, che fino a quel punto perdeva circa il 3,5%, scivolando sotto la soglia dei 22 euro proprio sull’ipotesi della revoca ad Aspi, ha poi ripreso quota per chiudere la seduta a -2,7% e tornando sui 22 euro per azione.

Da tempo il nodo della revoca della concessione sta causando alta tensione all’interno dell’esecutivo col M5S che tira dritto sulla strada che ha tracciato all’indomani del crollo del ponte Morandi di Genova, ossia togliere la concessione ai Benetton, mentre il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, è da sempre contrario ad una mossa così drastica, sostenendo che la revoca potrebbe trasformarsi in un “regalo” alla società. “Io sono perché Autostrade paghi per quello che è successo, paghi tanto”, ha detto Renzi. “Spero che non vi sia chi, in nome del populismo, faccia una battaglia al termine della quale è lo Stato a pagare alle Autostrade”, ha quindi sottolineato.

La strada per la revoca ad Autostrade è stata spianata dal decreto Milleproroghe, che ha ridotto l’eventuale penale da 23 miliardi di euro che lo Stato avrebbe dovuto pagare, prevedendo che il servizio venga affidato temporaneamente all’Anas. Dopo il disco verde definitivo di Montecitorio, il testo passerà all’esame del Senato, blindato per incassare il via libera finale entro la fine del mese.

Intanto le opposizioni passano all’attacco sulla gestione del dossier Autostrade da parte del governo. “Il litigio Pd-5stelle sulla revoca delle concessioni sta bloccando tutti gli investimenti su tutta la rete autostradale italiana”, ha tuonato il leader della Lega, Matteo Salvini, da Chieti dove si è recato per sostenere la candidatura a sindaco dell’ex parlamentare Di Stefano. “Anche gli abruzzesi come i liguri, come i laziali dovrebbero andare a chiedere conto a Conte dei suoi ritardi”, ha detto Salvini, definendo la situazione “indegna”.

E per Forza Italia la strategia del governo farà solo danni al Paese. “Il decreto Milleproroghe sarà legge tra qualche giorno e il governo pensa di avere ormai la strada spianata per la revoca delle concessioni ad Autostrade”, attacca la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, ma “è improponibile promuovere una revoca repentina delle concessioni, che costerebbe alle casse dello Stato almeno 7 miliardi, più probabili spese per contenziosi e ricorsi, che bloccherebbe tutti gli investimenti” in Italia, quindi “farlo unilateralmente e senza considerare le ricadute negative di questa strategia rischia di essere una beffa per il Paese”, sottolinea Gelmini.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)