Caso Gregoretti: chiesta udienza preliminare per Salvini

Un momento della riunione della Giunta delle immunità parlamentari del Senato per l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso della nave Gregoretti,
Un momento della riunione della Giunta delle immunità parlamentari del Senato per l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso della nave Gregoretti, Roma, 13 gennaio 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

CATANIA. – La Procura di Catania ha presentato alla segreteria del Gip la richiesta di fissazione dell’udienza preliminare per l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il caso Gregoretti. Il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, sta studiano il fascicolo per la sua assegnazione. La data dell’udienza non è stata ancora fissata.

La richiesta della Procura fa seguito alla ricezione, da parte del Tribunale dei ministri, dell’autorizzazione a procedere concessa dall’Aula del Senato nei confronti di Matteo Salvini. L’ex ministro è indagato per sequestro di persona aggravato nei confronti di 131 migranti, compresi anche dei minorenni. Reato commesso, secondo l’accusa, tra il 27 e il 31 agosto 2019, a Catania ed Augusta (Siracusa). Salvini, da Chieti, ha confermato “piena fiducia nella magistratura”.

“Se devo andare in Tribunale per rispondere di aver difeso i confini, la sicurezza e l’onore e la dignità del mio Paese – ha ribadito – ci andrò a testa alta perché ritengo non soltanto di non aver commesso un reato, ma di aver svolto a pieno il mio dovere di fare quello che la Costituzione impone, ovvero di difendere la Patria”.

A conclusione del dibattimento davanti al Gup la Procura distrettuale, che aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo, a seconda del convincimento maturato, deciderà se chiedere il non luogo a procedere o il rinvio a giudizio. Un eventuale processo si terrebbe davanti a una sezione del Tribunale penale di Catania, con rito ordinario.

In caso di condanna in primo grado per Salvini potrebbe scattare la legge Severino, con conseguente sospensione o decadenza dalla carica di senatore, come avvenne per Silvio Berlusconi, decaduto e poi riabilitato a maggio 2018. Intanto la Giunta delle immunità del Senato ha avviato la discussione sulla proposta del presidente Maurizio Gasparri di negare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Open Arms.

Saltata la riunione prevista ieri sera per via dei lavori in Aula, probabilmente se ne aggiungerà un’altra, oltre quella del 25 febbraio. Il voto finale resta fissato per il 27. Un mese dopo ci sarà quello definitivo dell’Aula. All’ex ministro anche in questo caso si contesta il sequestro di persona aggravato per i migranti trattenuti per alcuni giorni sulla nave della Ong spagnola, prima dello sbarco a Lampedusa il 20 agosto del 2019.

Per Elvira Evangelista, capogruppo del M5s nella Giunta delle immunità del Senato “il caso è più complesso rispetto alla Gregoretti”, e sono “fatti molto gravi: nel carteggio con Salvini, Conte gli dice che c’è una grave situazione sanitaria a bordo”.

Intanto la Cassazione ha depositato le motivazioni con cui ha confermato il ‘no’ all’arresto della comandante della Sea Wacht, Carola Rackete, che era accusata di aver forzato, il 29 giugno 2019, il blocco navale della motovedetta della Guardia di finanza per impedirle l’accesso al porto di Lampedusa.

Secondo gli Ermellini avrebbe agito correttamente in base alle disposizioni sul “salvataggio in mare” perché “l’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta quello accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro”.

Secondo la Cassazione è stata esclusa legittimamente la natura di nave da guerra della motovedetta perché al comando non c’era un ufficiale della Marina militare, come prescrivono le norme, ma un maresciallo delle Fiamme Gialle.

(di Mimmo Trovato/ANSA)