Ludovica Martella: donne, clima e tanto altro

Ludovica Martella

Il mondo ha bisogno di noi. No, non è uno slogan rubato ad una campagna pubblicitaria o una battuta riprese da un fumetto della Justice League. “Il mondo ha bisogno di noi” è un mantra. Sei parole per esprimere l’ammissione di colpa, e di responsabilità, nei confronti del pianeta Terra. Se ce ne fossimo presi cura prima, adesso non avremmo la faticosa necessità di recuperare in fretta. Purtroppo con i se e con i ma non si scrive la storia. La storia la si scrive insieme cooperando in favore del cambiamento.

Lo sa di certo Ludovica Martella, reporter e ricercatrice sugli effetti che il cambiamento climatico produce sui gruppi appartenenti a minoranze etniche e socio-economiche, con focus sulle donne. Ludovica ha lavorato per diverse agenzie delle Nazioni Unite, tra le quali UN Women ed è un mentore di Zero Hour. In questo momento sta per conseguire un master post-laurea in strategie sostenibili.

Vive negli Stati Uniti, a New York, da tredici anni e nella Grande Mela ha il suo campo base da dove svolge attività sociali e non solo.

Per la città di New York si occupa delle popolazioni che vivono nelle zone di confine e che soffrono di disagi ambientali. Tutto questo in concerto con quelle stesse popolazioni.

«Avere il feedback delle persone direttamente affette da problemi climatici, ma per ogni tipo di problema, è essenziale e dovrebbe essere una policy standard di ogni governo e municipio – dice la Martella – Solamente i membri delle comunità possono dire con certezza quali sono gli effetti e le cause dei problemi delle quali sono vittime. Solitamente loro sanno già quali potrebbero essere delle eventuali soluzioni ai loro problemi, visto che vivono sul territorio in questione e conoscono bene il loro ambiente».

Oltre a ciò, Ludovica si sta anche occupando dell’approdo dell’associazione Inspire negli US. Inspire è un’associazione no-profit che crede nell’ecopartecipazione. Essa promuove uno stile di vita Zero Rifiuti attraverso tre attività principali: le attività outdoor, l’educazione nelle scuole e la raccolta dei rifiuti. Inoltre Inspire raccoglie dati per la formulazione di leggi comunitarie ecosostenibili. Ma quali sono i vantaggi di avere una tale associazione sul territorio americano?

Ludovica Martella

«Avere un’organizzazione come Inspire sul suolo americano è importante soprattutto per le comunità più svantaggiate, le quali vivono solitamente nei luoghi più inquinati delle città ed hanno generalmente meno spazi verdi per momenti di ricreazione e una qualità di istruzione più bassa rispetto ad altre zone. Inspire ha come target l’aumento del coinvolgimento dei giovani, (ma non solo) in eco attività, che possono aiutare ad istruirli sul fronte climatico, ma anche a fargli passare tempo fuori nella natura, in luoghi aperti, via dallo smog e dal cemento delle città. Le soluzioni al cambiamento climatico possono concretizzarsi solo una volta che ci rendiamo conto di quanto siamo parte della natura, come essere umani, e quindi di come ci sia il bisogno di prendersi cura della nostra Terra».

Inoltre, nei suoi lavori Ludovica fa il punto su una situazione di cui si parla poco: come i cambiamenti climatici possono causare disagi alle donne.

«Le donne sono influenzate dal cambiamento climatico in diversi modi. Ad esempio, queste rappresentano la maggior parte della forza lavoro nel settore agricolo. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, gli uomini sono i membri della famiglia che solitamente viaggiano dai paesi alle città per sfruttare le opportunità di lavoro, considerando che non è sicuro per le donne viaggiare da sole per lunghe distanze e su mezzi di trasposto precari. Con l’incremento delle ripercussioni climatiche sui campi, queste sono costrette a migrare verso paesi circostanti per poter ottenere nuovi impieghi nel settore agricolo dove il cambiamento climatico ancora non si è fatto sentire con lo stesso impatto. Per questo, spesso le donne migrano (il più delle volte a piedi). Tale processo non solo le mette a rischio fisico, ma divide anche le famiglie, mina la stabilità e l’indipendenza economica, le mette a rischio di essere soggette a mercati clandestini di prostituzione. Per quelle che non riescono ad emigrare, il rischio di decesso per cause climatiche è comunque 14 volte più alto di quello degli uomini. Le cause sono molteplici: gli avvisi di informazione su catastrofi climatiche non arrivano alle case dove queste sono spesso confinate fuori gli orari di lavoro; alle donne non viene insegnato a nuotare nella stessa percentuale degli uomini, visto che queste spesso sono destinate ad occuparsi principalmente di attività domestiche e manuali; essendo confinate nelle loro case, spesso nel tentativo di scappare queste si trovano ad aiutare bambini ed anziani. Alcuni esempi di queste catastrofi sono, ad esempio, il ciclone e l’alluvione del 1991 in Bangladesh, dove il 90% delle vittime erano donne. Lo Tsunami del 2004 ad Aceh, Sumatra, dove oltre il 75% dei decessi erano donne. Nel Maggio 2008, il ciclone Nargis nell’ Ayeyarwady, Divisione del Myanmar, donne e ragazze erano il 61% dei 130,000 persone morte o disperse in seguito».

L’aumento del coinvolgimento dei giovani è un altro dei litemotiv del lavoro di Ludovica. Come mentore dell’organizzazione giovanile per il clima Zero Hour, organizzazione in partnership con Greta Thunberg, e in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Earth Day, che ricorrerà il 22 aprile, Ludovica sta programmando una conferenza sull’ambiente con il fine di aumentare la sensibilizzazione verso questa tematica.

«In occasione dell’Earth Day sto organizzando con Zero Hour una conferenza di due giorni chiamata Northeast summit, che si terrà a New York il 25 e 26 aprile. La conferenza si chiama così proprio perché uno dei suoi due obiettivi è quello di creare collaborazioni tra i diversi gruppi giovanili per il clima nella zona nord-est dell’America. Il secondo obiettivo è quello di fornire strumenti semplici ai giovani, e non solo, che vogliono essere più coinvolti nel movimento climatico e diventare migliori “attivisti”. Infatti, la conferenza sarà articolata in diversi workshops diretto verso questo scopo. Ad esempio, io, come ambasciatrice di Inspire, svolgerò un workshop su come ridurre, a basso costo, l’impatto climatico nella vita di tutti giorni».

Impegno, dedizione e tanta voglia di cambiare le cose. A soli 26 anni, Ludovica Martella è una di quei giovani che fa la differenza. Mi viene da chiedermi quanto giovamento ne trarrebbe la nostra società se avessimo tutto la sua voglia di fare.

di Marco Cutillo