Le ombre di New York

Le ombre di New York

Nel 1975 il muralista americano Richard Haas, dispiaciuto per la maniera in cui la città di New York non riusciva a conservare il suo passato architettonico – come non ci riesce nemmeno oggi – suggerì di salvare almeno le ombre di quel passato, facendole cadere dove sarebbero dovute essere nei nostri giorni, ma dove non ci sono più.

Qui sopra a sinistra, il Singer Building – per un breve periodo il più alto edificio del mondo – costruito nel 1908 e poi abbattuto nel 1967. Haas propose di ricreare l’ombra scomparsa dell’edificio tinteggiando i vetri di un’anonimo grattacielo (a destra) che si trova nei pressi di 149 Broadway, il sito del palazzo originale. Sfortunatamente, la sua proposta non fu accolta.

All’epoca, la tecnologia disponibile non permetteva le proiezioni ottiche che oggi utilizzerebbero per risolvere il problema i grandi specialisti di “show lighting”, come l’italiana Clay Paky di Seriate (BG), la danese Martin Professional o l’inglese EMF Technology. Quest’ultima nel 2018 ha trasformato la facciata della residenza reale di Buckingham Palace in una foresta pluviale per promuovere un documentario sulla conservazione.

Forse dunque non è troppo tardi per New York. Haas segnalò per la conservazione delle ombre altre due strutture notevoli da tempo scomparse: la Cappella di St. John, sulla Varick Street, fatta abbattere nel 1918, e la Torre del Madison Square Garden, demolita nel 1926.

(di James Hansen)