Sale il numero degli operatori sanitari morti e i contagi

Operatori sanitari nell'opera di sanificazione dell'istituto Anni Sereni a Treviglio.
Operatori sanitari nell'opera di sanificazione dell'istituto Anni Sereni a Treviglio. ANSA/STEFANO CAVICCHI

ROMA. – Il numero degli operatori sanitari in prima linea deceduti o contagiati dal Coronavirus sale ogni giorno. Sindacati e ordini chiedono a gran voce da settimane che chi lavora a contatto con i malati di Covid-19 sia messo in condizione di farlo in sicurezza con dispositivi di protezione individuale adeguati.

Oggi verso i popolo dei camici bianchi in trincea è arrivato il ringraziamento del Capo dello Stato Sergio Mattarella: “Le vicende drammatiche di questi giorni hanno mostrato di quanta generosità, professionalità, dedizione sono capaci gli operatori sanitari. Li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati”.

E proprio oggi, Giornata mondiale della salute che quest’anno è dedicata agli infermieri e alle ostetriche, il ministro della Salute Roberto Speranza ha definito straordinari ‘le donne e gli uomini che in questi giorni combattono contro il nuovo coronavirus con l’unico obiettivo di salvare la vita ad altri esseri umani. È ancora dura, ma alla fine la vita vincerà”.

Intanto si allunga l’elenco degli operatori sanitari che non ce l’hanno fatta a vincere la battaglia contro il virus. Sono 26 gli infermieri morti e 6.549 i positivi fino a ieri sera, ben 1.049 in più. Sono invece 94 i medici deceduti, ma la Federazione degli ordini dei medici spiega che nel numero rientrato tutti i camici bianchi deceduti per Covid-19, anche quelli già in pensione poiché il dato sui decessi dei medici in attività non è stato fornito dalle Regioni.

Complessivamente gli operatori sanitari contagiati sono 12.681, tra medici, infermieri, tecnici di laboratorio, autisti delle ambulanze, ausiliari. La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi)) ha sottolineato come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo, indicando anche che si tratta della categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori.

Tonino Aceti, portavoce di Fnopi, ha chiesto ancora una volta che vengano garantiti tamponi e dispositivi individuali di protezione: “Gli infermieri restano più a lungo accanto al paziente, e fanno turni anche di 12 ore ciascuno, che rendono molto più elevate le possibilità di contagio. Stanno pagando un prezzo altissimo”.

La presidente di Fnopi Barbara Mangiacavalli ha spiegato: “Il nostro fine è assistere i pazienti, individuarne le necessità ed essergli vicini, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico”.

Dal canto suo il presidente della Fnomceo Filippo Anelli ha espresso il suo apprezzamento per le parole del Presidente della Repubblica chiedendo che “i medici, gli infermieri, gli operatori non devono più essere lasciati soli a combattere contro il virus. Non devono mai più essere lasciati a vicariare le criticità e i vuoti del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

Anelli ha poi aggiunto: “Noi contiamo su di lei, Presidente, sul Ministro della Salute Roberto Speranza, sul Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, perché ai sacrifici e al lavoro dei professionisti si risponda con il giusto rispetto e riconoscimento”.​

(di Silvana Logozzo/ANSA)

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