Milioni di libri ‘rosa’ online scaricati durante il lockdown

Il libro sul comò, dal profilo Facebook.
Il libro sul comò, dal profilo Facebook.

GENOVA. – Durante il periodo del lockdown sono stati scaricati milioni di pagine di libri romance, “che ci hanno permesso di non pensare a quello che stava succedendo e in molti casi, quando le coppie soprattutto giovani si sono trovate separate, un modo per ‘respirare’ una storia d’amore”.

Così Margherita ‘Meg’ Messina, laureata in storia dell’arte e specializzata in tutela di beni archivistici e librari, blogger tra le più seguite in Italia con il suo ‘Il libro sul comò di Meg’, commenta i numeri da capogiro che riguardano i cosiddetti libri ‘romance’, ovvero i ‘rosa’ che nel periodo del lockdown hanno fatto la parte del leone sul web.

“Molto si deve al fatto che le autrici che pubblicano in self, ma anche tante case editrici, piccole o grandi come Newton, hanno messo a disposizione gratuitamente o a prezzi irrisori i titoli sul web. Inoltre ci sono sempre più persone che chiedono a un libro di poter sognare, come se non volessero perdersi l’occasione di storie che hanno un lieto fine.

Chiedono sempre che l’amore trionfi. Forse – ha concluso Messina – perché siamo stati tempestati dalla cronaca o forse perché ciascuno di noi cerca la luce in fondo al tunnel”. E’ d’accordo Anna Russo, editor per la Ode Edizioni che guida assieme a Barbara Parodi.

“In un momento nel quale nessuno ha potuto programmare la propria vita o portarla avanti come da abitudine, l’unico modo per sopravvivere e cercare di andare avanti sfuggendo alle brutture e alle statistiche giornaliere era immergersi nelle pagine di un libro che ti avrebbe dato un lieto fine certo, sempre e comunque – ha detto Russo – .

Un romance è un modo per ricaricarsi e avere, nel momento in cui lo leggi, la vita che si sogna. Un libro ti permette di viaggiare e visitare tanti luoghi diversi, ti regala la vita che vorresti: Nei mesi terribili del lockdown era imperativo tenere la notte fuori dalla porta e cercare davvero una luce in fondo al tunnel”.

(di Chiara Carenini/ANSA)