‘Via George Floyd’, blitz antirazzista a Roma

Operazioni di pulizia sul busto di Antonio Baldissera imbrattato al Pincio
Operazioni di pulizia sul busto di Antonio Baldissera imbrattato al Pincio, Roma 19 giugno 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI

ROMA. – Via Amba Aradam diventa via George Floyd. Così in un blitz antirazzista, sulla scorta delle proteste Black Lives Matter, approda a Roma il movimento che vuole decolonizzare la storia con azioni mirate contro i simboli dell’imperialismo. L’azione, rivendicata dalla rete Restiamo umani, ha preso di mira anche il busto di Antonio Baldissera al Pincio, generale a capo delle truppe italiane della guerra in Abissinia, imbrattata con vernice rossa.

E la rete antirazzista dichiara guerra anche alla futura archeo stazione della metro C “che non dovrà chiamarsi Amba Aradam”. E arriva l’idea, supportata dal Pd, di intitolarla a Giorgio Marincola, partigiano nato in Somalia e ucciso dai nazisti in Val di Fiemme.

Indagini sono scattate dopo il blitz per identificare gli autori dei due gesti: la polizia sta visionando le immagini delle telecamere presente sia nei pressi di Porta Metronia e di San Giovanni che a Villa Borghese. “Smantelleremo i simboli del colonialismo nella Capitale”, annuncia su Facebook la rete Restiamo umani rivendicando di prendere come bersaglio “le strade che richiamano stragi vergognose compiute dai soldati italiani in Etiopia, come via dell’Amba Aradam” o i ” monumenti che conferiscono invece gloria eterna a uomini colpevoli delle peggiori atrocità verso il genere umano.

Tra gli “illustri” della storia italiana al Pincio possiamo trovare un busto di Antonio Baldissera, generale a capo delle truppe italiane in Eritrea e successivamente Governatore della colonia italiana di Eritrea alla fine del XIX secolo, quasi che il passato coloniale italiano fosse un lustro invece che un crimine che come tale va ricordato”.

“Per queste ragioni oggi cambiamo nome a via dell’Amba Aradam e a largo dell’Amba Aradam e li intitoliamo a George Floyd e a Bilal Ben Messaud, morto a Porto Empedocle il 20 maggio 2020 mentre cercava di raggiungere terra, fuggendo dal confinamento forzato in nave -aggiungono in un post su Fb- Dedichiamo la via a queste due figure per unire le lotte contro il razzismo di entrambe le sponde dell’Atlantico”.

Il gruppo rifiuta la “contestualizzazione storica dell’operato di questi uomini, assassini e violentatori” ed si prepara ad un’altra battaglia: “esigiamo che la nuova stazione della metro C NON sia dedicata alla battaglia dell’Amba Aradam, ma ricordi al contrario le vittime del razzismo, come George e Bilal”.