Connazionale accusato di omocidio forse estradato in Venezuela

Il connazionale Enzo Franchini è accusato dell’omicidio di un giovane simpatizzante “chavista”
Il connazionale Enzo Franchini è accusato dell’omicidio di un giovane simpatizzante “chavista”

MADRID – Il connazionale Enzo Franchini sarebbe estradato in Venezuela, se non vi dovessero essere ulteriore novità nell’ambito giudiziario.  Il connazionale è accusato dell’omicidio di un giovane simpatizzante del “chavismo” nel corso di una manifestazione dell’Opposizione.

Franchini non ha mai negato la propria partecipazione alla manifestazione del 20 maggio del 2017. Ma nega ogni accusa di omicidio. Sostiene che, come membro della “Resistenza”, si limitava a trasportare in moto i feriti e coloro che, a causa dei gas lagrimogeni, avevano difficoltà a respirare.

Per timore ad essere arrestato in Venezuela, e di trasformarsi in un “capro espiatorio”, Franchini si era trasferito in Spagna. Ha vissuto prima a Valencia e poi a Madrid. La scorsa estate, le autorità venezuelane hanno emesso un ordine di cattura internazionale. Da qui, l’arresto eseguito dalla Polizia Nazionale.

Sembrava che la richiesta di estradizione emessa dalle autorità venezuelane dovesse restare “lettera morta”. La difesa non solo ha sempre insistito nell’innocenza del connazionale ma ha anche rilevato che in Venezuela non sono garantiti i Diritti Umani, come dimostrano i quasi 5 milioni di venezuelani emigrati e i più di 3 milioni di rifugiati.

La “Audiencia Nacional”, invece, avrebbe deciso di estradare il connazionale, respingendo per il momento gli argomenti esposti dalla difesa che farà ricorso.

Redazione Madrid