Gualtieri: da luglio -7 miliardi di tasse a 16 milioni italiani

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, in audizione alla commissione Bilancio congiunta sulla Manovra al Senato
Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, in audizione alla commissione Bilancio congiunta sulla Manovra al Senato, Roma, 12 novembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – I ritardi sul pagamento della Cig, le lungaggini sulla concessione dei prestiti alle imprese da parte della banche, anzi di alcune banche come hanno più o meno differenziato il comportamento degli istituti di credito i diversi esponenti del Governo.

Ma anche una risposta alle imprese e al mondo produttivo con l’impiego di risorse che nella storia recente della Repubblica non si erano mai viste. E visto il contesto della pandemia non era scontato.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in uno dei suoi ormai frequenti interventi televisivi per cercare di spiegare anche al grande pubblico le dimensioni e la portata della misure prese e quelle che verranno assunte, sintetizza il tutto ricordando che dal primo luglio per 16 milioni di italiani ci sarà comunque un alleggerimento fiscale pari a sette miliardi.

“Abbiamo ridotto le tasse a 16 milioni di lavoratori e dal primo luglio gli stipendi aumenteranno per 16 milioni di persone, per 4,5 milioni aumenteranno di 100-80 euro netti al mese, per 11 milioni i vecchi 80 euro arriveranno a 100 euro, un aumento significativo, sono sette miliardi di tasse tagliate in modo permanente, un primo passo della riforma più ampia dell’Irpef”.

Mentre la politica e la maggioranza resta divisa sugli interventi da prendere con la riforma fiscale, ovvero se preferire intervenire sul costo del lavoro appunto o sul carico fiscale sui consumi attraverso un taglio o una rimodulazione dell’Iva, il responsabile dei conti pubblici tiene a precisare che in ogni caso “i sostegni a fondo perduto alle imprese si uniscono ad altre tre cose, che compongono un quadro di sostegno significativo: il ristoro al 60% per gli affitti per tre mesi, l’eliminazione del saldo acconto Irap, l’eliminazione degli oneri di sistema sulle bollette, inoltre alcuni hanno avuto i 600 euro di indennità, andati a cinque milioni di lavoratori autonomi”.

E a proposito del fondo perduto – dice il ministro Gualtieri – “sta andando tutto molto bene, siamo contenti, era una procedura nuova che l’Agenzia delle entrate, che per una volta fa l’Agenzia delle uscite, ha messo in piedi in tempo di record”. Il ministro ricorda come “l’altro ieri siano partiti i primi bonifici, 700 milioni a imprenditori, commercianti, agricoltori che avevano avuto perdite e hanno potuto avere un parziale ristoro, le domande stanno affluendo copiose, oggi partirà una seconda ondata di pagamenti”.

Oggi partirà una seconda ondata di pagamenti, assicura Gualtieri, “credo che siamo a quasi un milione di domande che continuano perché ci sono due mesi di tempo”. Insomma – tiene a mettere in evidenza il titolare del Mef – fra le varie misure dispiegate, “complessivamente il sistema di aiuti è il secondo più alto in Europa” dopo la Germania.

I sindacati salutano l’annuncio del ministro e rivendicano di aver contribuito a questo risultato con le loro iniziative. “Il taglio delle tasse in busta paga per 16 milioni di lavoratrici e lavoratori, a partire da luglio prossimo, è un primo importante risultato della mobilitazione promossa dai sindacati nei mesi scorsi. Adesso bisogna battersi per una complessiva reforma fiscale, che continui a ridurre le tasse ai lavoratori e inizi a ridurle anche ai pensionati” puntualizzano in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil.

Per le tre Confederazioni “la reforma fiscale dovrà ispirarsi al principio costituzionale di progressività e dovrà ridefinire le aliquote Irpef e i relativi scaglioni. Parte integrante di questa azione – proseguono – dovrà essere l’implementazione della lotta all’evasione fiscale, attraverso la quale recuperare risorse preziose per la collettività”.

Tuttavia di fronte ai ritardi nell’erogazione della casa integrazione, il Garante per gli scioperi avverte, in una lettera a governo e Parlamento, che la tensione sociale potrebbe salire ed esplodere in conflitti collettivi.

Così nel giorno in cui l’Istat fotografa ancora una volta un quadro economico pesante, rilevando che la pressione fiscale nel primo trimestre è stata pari al 37,1%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, da più parti arriva l’invito al Governo e a chi tiene la casa dei conti pubblici a non rinviare ulteriormente la riforma del fisco.

Appello arrivato negli ultimi giorni anche dalla Corte dei Conti oltre che da Bankitalia. Così oggi al Codacons che rinnova l’appello al taglio dell’Iva, si affianca la posizione del capo politico del M5S, Vito Crimi, secondo il quale la revisione della tassazione non è più rinviabile.