La corsa a Marte entra nel vivo, con nuova missione Nasa

La partenza del razzo Atlas 5 dalla base dell'Aeronautica Usa a Cape Canaveral.
La partenza del razzo Atlas 5 dalla base dell'Aeronautica Usa a Cape Canaveral. (Frame video ANSA)

ROMA. – La corsa a Marte entra nel vivo: la missione Mars 2000 della Nasa ha cominciato il suo viaggio di sei mesi e mezzo verso il pianeta rosso, ed è la terza lanciata verso lo stesso obiettivo nell’arco di dieci giorni, dopo Hope degli Emirati Arabi Uniti e Tianwen 1 della Cina.

Una differenza di temperatura imprevista e presto risolta, che non sembra quindi compromettere la missione, ha però costretto la sonda della Nasa diretta a Marte, Mars 2020, a volare in ‘modalità sicura’. Sono stati cioè disattivati tutti i sistemi non essenziali e mantenuti esclusivamente i sistemi indispensabili alla navigazione. E’ stato anche risolto un problema di comunicazione avvenuto nelle prime ore dopo il lancio: il segnale del veicolo veniva ricevuto, ma non elaborato in modo corretto.

La strada verso Marte è così affollata perché il pianeta si trova in una posizione favorevole, che permette ai veicoli spaziali di raggiungerlo impiegando meno propellente, ma anche perché ognuna punta a raccogliere il maggior numero di dati e conoscenze sul pianeta per scoprire se abbia mai ospitato la vita.

L’altro grande obiettivo è conoscere quanto più possibile di Marte, della sua sottilissima atmosfera e della presenza di acqua, per preparare il terreno in vista delle future missioni con astronauti a bordo. Costata 2,7 miliardi di dollari, anche la missione Mars 2000 condivide gli stessi obiettivi, e in più segna la prima tappa di un progetto più ampio, che punta a portare per la prima volta sulla Terra campioni di rocce e suolo marziani.

Partita con un razzo Atlas 5 dalla base dell’Aeronautica Usa a Cape Canaveral, Mars 2000 porta su Marte Perseverance, il quinto rover della Nasa a posarsi sulla superficie del pianeta. Il primo era stato il Sojourner, arrivato nel luglio 1997 con la missione Mars Pathfinder; nel gennaio 2004 era stata la volta dei rover Spirit e Opportunity, atterrati a pochi giorni di distanza; nell’agosto 2012 l’ultimo ad atterrare (e l’unico ancora attivo) è stato Curiosity.

Le immagini e i dati che quelle missioni hanno inviato a Terra hanno permesso di conoscere molto dell’ambiente di Marte, ma adesso la scommessa è capire se il pianeta ha ospitato la vita in passato, e se ancora oggi nasconde forme di vita elementari.

“Come ogni missione, anche il nostro rover marziano affronterà delle difficoltà, ma si prepara a fare scoperte sorprendenti”, ha detto l’amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine. Tutte e tre le missioni in viaggio verso Marte prevedono esperimenti dai quali si attendono indizi importanti.

Quando partirà, nel 2022, farà lo stesso anche la missione Exomars 2020, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e di quella russa Roscosmos, che rilascerà sulla superficie il rover Rosalind Franklin , equipaggiato con una trivella italiana che andrà in cerca di vita nel sottosuolo di Marte fino a due metri di profondità.

Perseverance, invece, esplorerà il cratere Jezero, che in un lontano passato aveva ospitato un lago e il delta di un fiume, al punto da essere considerato uno dei luoghi marziani che più di altri avrebbero potuto ospitare forme di vita.

Il rover è equipaggiato con strumenti che gli permetteranno di raccogliere i campioni (da un minimo di 20 a 35), che saranno portati sulla Terra da una missione successiva, probabilmente organizzata dalla Nasa con collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e programmata al più presto nel 2031.

Il rover americano, infine, si prepara a sperimentare nell’ambiente marziano i materiali innovativi che potranno essere utilizzati per le tute e i caschi dei futuri astronauti che esploreranno Marte.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)