Nba riparte per Floyd, negazionista Gobert a canestro

Giocatori, allenatori e arbitri in ginocchio a sostegno della lotta antirazzista del movimento "Black lives matter", all'inizio del capio0nato della Nba a Orlando, Usa.
Giocatori, allenatori e arbitri in ginocchio a sostegno della lotta antirazzista del movimento "Black lives matter", all'inizio del capio0nato della Nba a Orlando, Usa. (Afp)

ROMA. – Fu per lui che il campionato Nba venne sospeso l’11 marzo scorso, ed è lui che ha segnato il primo canestro dopo la pandemia: è Rudy Gobert, 28enne francese degli Utah Jazz, protagonista suo malgrado della prima di campionato che si è aperta nella notte italiana nella bolla del Disney World Resort, a Orlando, dove 22 squadre e 346 giocatori, isolati da tutti e tutto, ospiti di tre grandi alberghi, e sottoposti a continui tamponi e controlli sanitari, hanno ripreso questa travagliata stagione sportiva.

Una serata memorabile, cominciata con un gesto simbolico contro il razzismo, e che ha richiamato la vicenda di George Floyd,  che ha accomunato giocatori allenatori e arbitri, tutti in ginocchio durante l’esecuzione dell’inno americano, e con la scritta “black lives matter” in bella evidenza sul parquet.  Una immagine suggestiva che ha fatto subito il giro del mondo.

Alcuni giocatori inoltre hanno indossato una maglietta con la scritta “equality” (uguaglianza) come suggerito dalla Lega basket americana, ma non Lebron James che ha detto di non aver bisogno di mettere una scritta sulla maglietta per far sapere come la pensa sul razzismo. Sono in tutto 75 i giocatori che hanno accettato di giocare questa seconda fase del torneo con una scritta sulla maglia.

Quanto a Gobert, a inizio pandemia era passato alle cronache per un gesto sbruffone: credendosi immune al covid, aveva toccato tutti i microfoni in conferenza stampa, ridendo della possibilità di contagio. Invece fu il primo della Nba a prendersi il coronavirus, cosa che provocò lo stop del campionato.

Stanotte nella prima gara in calendario Gobert ha segnato il primo canestro, ma anche gli ultimi due tiri liberi a un niente dalla sirena, che hanno consentito a Utah Jazz di piegare per 106-104 i New Orleans Pelicans di Nicolò Melli, l’azzurro è stato in campo per un quarto d’ora.

La seconda sfida, ma certo la più attesa della notte, vedeva di fronte i Lakers primi in classifica nella Western Conference, e i Clippers secondi. Hanno prevalso i Lakers per 103-101, forti soprattutto del duo in attacco formato da Lebron James (16 punti e 11 rimbalzi) e Anthony Davis, autore di 34 punti.

Sul fronte rivale buone prestazioni di Kawhi Leonard e Paul George, per loro 28 e 30 punti di score personale, ma insufficienti a evitare il ko. Non ha fatto troppi punti, ma è stata una gran serata per Lebron James, che ha imperversato in difesa e in attacco e firmato gli ultimi canestri dei Lakers, decisivi per il successo del derby.

Una vittoria che in altri tempi avrebbe scatenato l’entusiasmo folle delle migliaia di spettatori in tribuna, e oggi invece salutata dal freddo silenzio degli spalti vuoti, mentre nell’impianto risuonavano le voci e le urla dei giocatori e degli allenatori, fatto assolutamente inédito nell’Nba che da sempre vive nel calore del pubblico.

Se grande successo il ritorno del basket americano ha avuto in tv negli States e nei paesi collegati, non altrettanto si può dire in Cina dove, a causa delle polemiche politiche che dividono l’impero del Sol Levante e gli States, la tv di Pechino ha deciso di non trasmettere le partite. Oggi secondo atto,  in programma sei gare.