Nuova stretta in Gran Bretagna, 1.500 casi in 24 ore in Spagna

Persone con mascherine in una stradi di Cittá del Messico.
Persone con mascherine in una stradi di Cittá del Messico. (Ansalatina)

ROMA. –    Non allenta la sua morsa nel mondo il coronavirus, con la Gran Bretagna e la Spagna che detengono la maglia nera in Europa e il Messico che diventa il terzo Paese per decessi dopo gli Stati Uniti e il Brasile. Sono saliti a quasi 17.400.000 i contagi e i morti hanno quasi superato  i 675.000 in tutto il pianeta.

Nel nord del Regno Unito è scattato un brusco giro di vite per i movimenti di oltre 4 milioni di persone. Tra l’altro, alle persone appartenenti a gruppi familiari diversi è proibito incontrarsi al chiuso nella Greater Manchester e in parti del Lancashire orientale e del West Yorkshire. Un nucleo familiare potrà andare al pub, ma senza mescolarsi con altre persone. E in tutta la Gran Bretagna, a causa della recrudescenza del Covid-19, slitta di almeno due settimane il previsto allentamento delle restrizioni .

“Con l’aumento dei numeri, riteniamo che sia necessario premere il pedale del freno per tenere sotto controllo il virus”, ha spiegato il premier Boris Johnson annunciando che i locali che che avrebbero dovuto aprire domani, come i bowling, i casinò e le piste di pattinaggio, non lo faranno prima del 15 agosto. Anche l’obbligo della mascherina al chiuso viene esteso per musei, gallerie, cinema e luoghi di culto.

Balzano in avanti i contagi in Spagna  con 1.525 casi nelle ultime 24  e dove le comunità più colpite sono Madrid e l’Aragona rispettivamente con 372 e 511 nuovi malati. Nei confronti di tre regioni spagnole – Aragona, Catalogna e Navarra – è aumentata l’allerta della Germania.

Il ministero degli esteri di Berlino ha emanato uno sconsiglio ufficiale  di viaggio che ridurrà ulteriormente il numero di turisti tedeschi, già in forte flessione. Stretta anche in Grecia, che oggi ha annunciato l’obbligo delle mascherine in tutte le aree al chiuso per tutto il mese di agosto. Ancora critica la situazione nei Balcani e resta in piena emergenza la Romania che continua a registrare numeri tra i più alti d’Europa, con 1.295 nuovi casi.

É drammatica la diffusione del coronavirus in America Latina: il Messico ha superato il Regno Unito ed è diventato da ieri sera il terzo Paese al mondo in termini di decessi oltrepassando quota 46.000 morti, dietro a Stati Uniti e Brasile.Quest’ultimo ha oltre 2.600.000 di casi e più di 91 mila vittime. I nuovi contagi sono stati oltre 57.800 in un giorno.

Gli Usa continuano a detenere il primato nel mondo con quasi 4.500.000 casi e oltre 152.000 vittime. “‘L’ America è nel mezzo di una catastrofe sanitaria”, ha constatato amaramente  James Clyburn, il presidente della commissione speciale che indaga sulla risposta alla pandemia dell’amministrazione Trump, aprendo al Congresso l’audizione dei massimi esperti del settore a partire dal virologo Anthony Fauci.

Ed è morto anche Buddy, il primo cane positivo al coronavirus negli Stati Uniti, dopo tre mesi di malattia. Il pastore tedesco sarebbe stato contagiato dal suo padrone, Robert Mahoney,  in aprile. Ma solo a metà maggio Mahoney  é riuscitoo a trovare  un veterinario disponibile a eseguire il test che é risultato positivo.

Non va meglio in Asia. É record di contagi in Vietnam , dopo quasi 100 giorni Covid free, anche se i dati sono ben lontani da quelli nel resto del mondo. Il trend è comunque allarmante con 45 casi in 24 ore, il peggior incremento dall’inizio dell’epidemia.

Prosegue intanto la corsa al vaccino il tutto il mondo e la gara per accaparrarsi il maggio numero di dosi, quando ci saranno.Positivi i primi risultati sull’uomo del vaccino australiano Covax 19 che nei test di fase 1 ha dimostrato di essere sicuro e di generare una risposta immunitaria.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la sperimentazione di fase I sul vaccino anti-COVID prodotto dall’azienda bio-tecnologica italiana ReiThera.

La Commissione europea ha concluso colloqui esplorativi con la società farmaceutica Sanofi per l’acquisto di un potenziale vaccino con un’opzione per tutti gli Stati membri dell’Ue e l’acquisto, quando il farmaco si sarà dimostrato sicuro ed efficace, di 300 milioni di dosi.

(di Eloisa Gallinaro/ANSA)