New York: Met riapre a fine agosto con la mostra dei 150 anni

L'entrata del Metropolitan Museum of Art in New York, New York con lo striscione per i 150 anni.
L'entrata del Metropolitan Museum of Art in New York, New York con lo striscione per i 150 anni. EPA/JUSTIN LANE

NEW YORK. – Il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo ha dato luce verde e il Metropolitan riapre i battenti il 29 agosto con una mostra sui suoi 150 anni di storia. Cuomo ha autorizzato la ripartenza di istituzioni culturali “a basso rischio” come musei e gallerie d’arte dalla prossima settimana a patto che siano rispettate misure anti-Covid come la misurazione della temperatura all’ingresso, le mascherine e i biglietti a tempo in modo che l’accesso del pubblico sia limitato al 25% della capacità.

Altri musei di New York chiusi da metà marzo hanno annunciato date di riapertura, tra cui il Whitney il 3 settembre e quello di Storia Naturale il 9 dello stesso mese. “Abbiamo fatto l’impossibile, abbiamo preso le misure giuste e conquistato il virus. Ora dobbiamo proteggere questo risultato”, ha detto Cuomo annunciando il via libera dopo che per sette giorni consecutivi il tasso di test positivi in città è rimasto sotto l’1%.

Per il Met, il primo museo di New York a chiudere il 13 marzo, il ritorno del pubblico e’ particolarmente significativo. Momento chiave nelle celebrazioni del 150/o anniversario, la mostra “Making the Met” era rimasta vittima del lockdown con alcune opere dell’allestimento gia’ appese nelle gallerie: tra queste la “Santa Rosalia” di Antoon Van Dyck, dipinta a Palermo dopo la peste del 1624 ed una delle prime acquisizioni del museo.

Dieci le tappe del percorso espositivo che “puntano i riflettori sui momenti che ne hanno cambiato il nostro Dna”, ha spiegato Andrea Bayer, vice direttore per le collezioni, che ha curato la regia. Tra i pezzi che illustrano gli anni formativi del museo ci sono le antichità cipriote della collezione del primo direttore, il generale e archeologo italiano Luigi Palma di Cesnola.

In tutto sono 250 pezzi tra cui l’iconico ritratto di “Madame X” di John Singer Sargent e gli impressionisti della collezione Havemeyer al centro della sezione “Visions of Collecting”. La sezione “Arts for All” racconta quando ai primi del Novecento tessuti, strumenti musicali, disegni estampe vennero presentati in camere da studio aperte al grande pubblico.

Una impostazione agli antipodi di “Princely Aspirations”, quando un gruppo di consiglieri d’amministrazione guidati dal banchiere J. Pierpont Morgan decisero di fare del Met una “casa di tesori”. Tutti approcci che suonano particolarmente anacronistici alla luce del ripensamento degli ultimi mesi, tra pandemia, crisi economica e proteste razziali”.

“Abbiamo puntato su dieci momenti trasformativi, ma ora viviamo nell’undicesimo”, ha detto la Bayer: “Questo ci impone di riflettere su chi siamo, dove siamo, dove andiamo”.

(di Alessandra Baldini/ANSA)