Bologna e Pisa tra i migliori atenei, ma lontani dal top

La cerimonia di laurea degli studenti dell’università di Bologna in piazza Maggiore,
La cerimonia di laurea degli studenti dell’università di Bologna in piazza Maggiore, (Contrasto/ Martino Lombezzi )

ROMA. – L’Università di Bologna è il primo ateneo italiano nella classifica del Times sulle migliori università del mondo. L’Alma Mater si classifica alla 167esima posizione seguita da Sant’Anna e della Normale di Pisa. Gli altri atenei segnalati dalla classifica sono nell’ordine la Sapienza di Roma, Padova, l’ateneo del San Raffaele, l’università di Trento, seguita da Milano, poi Milano Bicocca e il Politecnico di Milano.

L’università di Bari è la prima del Sud seguita da Brescia, Firenze e Bolzano. In totale nella classifica sono 49 le italiane, +4 rispetto allo scorso anno. Nei primi 10 posti della classifica del Times ci sono solo università americane e inglesi: al primo posto Oxford, seguita da Stanford, Harvard, California Institute of technology e Mit.

Il primo ateneo non Usa e Gb e l’Eth di Zurigo (al 14/mo posto), poi l’università di Toronto (18/ma) e la cinese Tsinghua University (20/ma).

Bologna, Sant’Anna e Normale, pur con posizioni diverse, si confermano tra i primi 200 atenei al mondo, rientrando nella top 15% globale e nelle posizioni di vertice in Italia secondo una delle più accreditate classifiche internazionali, il THE, Times Higher Education World University Rankings 2021, i cui dati sono stati diffusi oggi dalla rivista britannica indipendente specializzata nella valutazione e nella comparazione dei sistemi universitari internazionali.

Aumentano le università prese in considerazione dal nuovo ranking, datato al 2021 perché pensato come “guida” per le famiglie e per gli studenti che si iscriveranno ai corsi universitari nel prossimo anno: raggiungono le 1.527 (con un aumento di 131 rispetto allo stesso ranking 2020) e, a fronte di questo incremento, il posizionamento globale della Scuola Superiore Sant’Anna passa dalla 149esima posizione alla 170esima e quello della Scuola Normale Superiore dalla 152esima alla 181esima.

Aumentano anche gli atenei italiani che rientrano in questo ranking, passando da 45 a 49: nel nostro paese, la Scuola Superiore Sant’Anna è seconda e la Scuola Normale Superiore terza.

Tra i parametri che hanno contribuito al successo della Scuola Superiore Sant’Anna, si segnalano il trasferimento tecnologico (parametro “Industry Income”) che la vede tra i primi cento atenei al mondo. Per la capacità di favorire la nascita di imprese spinoff, per i brevetti e, più in generale per la cosiddetta “terza missione” delle università, la Scuola Superiore Sant’Anna si attesta in 96esima posizione al mondo.

La Scuola Normale Superiore si conferma tra le prime cento università al mondo nel parametro “Teaching”, in particolare 78esima a livello globale, grazie al punteggio ottenuto combinando fattori come l’elevata reputazione della qualità della didattica, i titoli di studio dello staff accademico, quelli conseguiti dagli studenti.

Il The Times Higher Education – World University Rankings è considerata una delle classifiche più autorevoli e consultate al mondo. Oltre al trasferimento tecnologico e al livello dell’insegnamento, gli analisti di THE valutano la qualità della ricerca (“Research”), l’impatto delle citazioni scientifiche (“Citations”), l’internazionalizzazione dello staff accademico (“International outlook”), con metodi di ponderazione per limitare i diversi dimensionamenti delle università.

“L’Università di Bologna è decisamente cresciuta negli ultimi anni, grazie all’intenso lavoro fatto in diversi settori strategici”, commenta Francesco Ubertini, rettore dell’ateneo bolognese. “Si è molto arricchita la nostra offerta formativa internazionale e sta aumentando la nostra capacità di attrazione di studenti e ricercatori da tutto il mondo, ma anche di fondi di ricerca per progetti competitivi”.

Soddisfatti anche Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, e Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore: “Il posizionamento nel ranking internazionale può oscillare tra un anno e l’altro perché dipende da numerosi fattori, come il numero delle istituzioni che vengono comparate. La Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore si confermano comunque tra i primi duecento atenei mondiali, dunque nella top 15 per cento globale, nonostante il cospicuo numero di ulteriori atenei immessi nella graduatoria.

Non essere presenti in tutte le discipline è un fattore certamente penalizzante per ciascuna delle due Scuole e siamo consapevoli che abbiamo molti margini di crescita su specifici indicatori. Importante è la conferma di essere tra le prime tre istituzioni di alta formazione in Italia e continuare a svolgere un ruolo di riferimento per il sistema universitario del nostro paese”.