Allarme Oms: “In autunno l’Europa avrà più morti”

Cittadini a passeggio nel viale Rambla a Barcellona.
Cittadini a passeggio nel viale Rambla a Barcellona. EPA/Marta Perez

ROMA.  – Dopo una relativa tregua, almeno in termini di vittime, in autunno la pandemia tornerà a mostrare gli artigli in Europa. Che dovrà prepararsi ad avere più morti.

L’allarme, che già serpeggiava in vista della fine dell’estate, è stato confermato dall’Oms nel giorno in cui ha certificato un record di nuovi contagi nel mondo, 308.000. Ed ha invitato a comportamenti individuali ancora più prudenti, come evitare anche il saluto con il gomito.

La cosiddetta seconda ondata del Covid investe il Vecchio continente da settimane, con contagi in vertiginoso aumento soprattutto in Spagna e Francia. Fino ad ora, però, il numero delle nuove vittime è rimasto lontano dall’incubo della scorsa primavera. Grazie al fatto che l’età media dei nuovi malati si è abbassata notevolmente, con il virus che ha colpito soprattutto i giovani che non hanno saputo rinunciare a viaggi e movida.

Nei prossimi mesi, tuttavia, si rischia di tornare indietro: “Diventerà più difficile. A ottobre, a novembre, vedremo una mortalità più alta”, ha avvertito il responsabile regionale dell’Oms, Hans Kluge, che ha organizzato una riunione di due giorni con i rappresentanti di 50 Paesi per fare il punto sull’emergenza. L’Europa “non è ancora fuori dai guai”, gli ha fatto eco il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, descrivendo”una media giornaliera dei nuovi contagi superiore al primo picco di marzo”. Motivo in più per tenere alta la guardia, in attesa di un vaccino (che comunque non porrebbe fine alla pandemia, ha sottolineato lo stesso Kluge).

L’invito dell’Oms è di assumere atteggiamenti ancora più responsabili. Ad esempio, evitando anche il saluto con il tocco del gomito, perché “la distanza di sicurezza non viene mantenuta e il virus può essere trasmesso attraverso la pelle”. Meglio quindi una mano sul cuore.

Il ritorno degli studenti a scuola – oggi è stato il turno dell’Italia, ma con regole ferree – costituirà un test importante sull’impatto del Covid in autunno.

Nel frattempo, tutti i Paesi valutano o adottano nuove restrizioni ai contatti sociali per non farsi cogliere impreparati. In Francia, dopo la regione di Bordeaux, anche a Marsiglia, seconda zona ad alta circolazione del virus nel Paese, il prefetto ha stabilito il divieto di riunione di oltre 10 persone nei giardini e sulla spiaggia, limiti alle visite nelle case di cura, limite di 1.000 persone per eventi e spettacoli.

In Inghilterra, Scozia e Galles c’è il tetto di 6 persone al massimo per qualsiasi incontro privato. Ed il governo ha invitato a “denunciare i vicini” che violano le disposizioni. In Austria la mascherina, già obbligatoria nei supermercati e nei trasporti, lo sarà anche in tutti i negozi ed edifici pubblici. In buona parte della Repubblica Ceca, tra i Paesi più colpiti dalla nuova ondata, i ristoranti e i bar dovranno chiudere da mezzanotte fino alle 6 del mattino. Anche a Praga.

A livello globale i numeri certificano la violenza della pandemia: quasi 29 milioni di casi, 307.930 nelle ultime 24 ore, quasi 20.000 in più rispetto a sabato. La maggior parte dei nuovi contagi è stata registrata nelle Americhe, poi nel Sud-est asiatico e in Europa, che sfiora quota 49.000. Oltre 917.000 le vittime in tutto il mondo, 5.500 in un giorno.

Negli Stati Uniti è stata superata la soglia dei 6 milioni e mezzo di contagi. Ed anche se in molti Stati si conferma il calo dei nuovi casi iniziato dopo il picco del 16 luglio, nel midwest è ancora emergenza. Non abbastanza da impedire a Donald Trump di tenere un comizio indoor con migliaia di persone in Nevada, in vista delle presidenziali di novembre. Provocando le proteste del governatore dem Steve Sisolak.

L’India viaggia verso i 5 milioni di contagi e 17 parlamentari sono risultati positivi alla riapertura delle Camere. In Israele tra pochi giorni scatterà un nuovo lockdown: sarà il primo paese a farlo.

(di Luca Mirone/ANSA)