Arcelor Mittal, Gualtieri: “Vada avanti o ne troviamo altri”

Operai all'entrata di Arcelor Mittal.
Operai all'entrata di Arcelor Mittal. (ANSA)

ROMA.  – La trattativa con Arcelor Mittal sul polo siderurgico di Taranto è “in corso” ma sul piano di rilancio dell’ex Ilva non c’è più da tergiversare: i capisaldi sono la decarbonizzazione e il mantenimento dei livelli occupazionali. Si tratta di un “avere un interlocutore credibile per realizzare questo e non altri progetti”.  Una posizione netta quella espressa dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Se il gruppo franco indiano dovesse rifiutasse di andare avanti in questo senso significa che “si troverà un altro” soggetto, taglia corto il responsabile di via Venti Settembre.

L’occasione per tornare a parlare dell’ex Ilva è stata la presentazione del documento firmato dal Pd e intitolato “Taranto capitale del new deal”. In sintesi quattro richieste indirizzare all’esecutivo per “una vera e propria svolta” all’insegna della sostenibilità ambientale. Si rivendica una verifica sulle condizioni in cui versa lo stabilimento, una transizione ‘verde, l’apertura di un “cantiere Taranto” e l’istituzione di un tavolo.

Un’uscita che ha conciso con la nuova proroga della cassa integrazione con causale Covid 19 per nove settimane. Finora la Cig Covid ha interessato circa 4 mila lavoratori, ma secondo i sindacati i segnali indicano un aumento della platea di circa mille unità. Dunque, la forza lavoro  potrebbe scendere a 3 mila con una produzione annua allineata a 3 milioni di tonnellate d’acciaio.

Trapela amarezza dalle parole del ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, intervenuto pure lui alla presentazione del documento dem. Ora siamo al 25% circa dell’attività”, spiega Boccia. La richiesta fatta di casa integrazione, sottolinea, “è un’indicazione chiara di scelta che Mittal sta facendo”.  Ma la soluzione, rimarca Boccia, c’è e passa per una “decarbonizzazione totale e senza condizioni”.

All’iniziativa prende parte anche un’altro ministro dem, Giuseppe Provenzano, responsabile per il Sud. “Lo Stato italiano è in debito con Taranto, dobbiamo cominciare a saldare questo debito nel più breve tempo possibile”, dice Provenzano. Cautela emerge dalle parole del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. “C’è una diligence in corso ed è giusto aspettare i tempi per prendere le decisioni conseguenti”, chiarisce da Genova.

L’intervento pubblico, tramite Invitalia, dovrebbe infatti supportare il rilancio. Un cofinanziamento che poi si aggancerebbe ai fondi Ue. D’altra parte, fa presente Gualtieri, “la decarbonizzazione di Ilva sarà tra le priorità del Recovery Plan italiano”. Occorre, dice, investire  “sulla produzione di preridotto che può essere alimentato a gas e poi anche ad idrogeno”.

Per i sindacati il momento della verità è vicino e secondo la Uilm, non sarà necessario aspettare novembre, mese in cui Arcelor Mittal potrebbe decidere di tirarsi indietro pagando una penale. “Ora si passi dalle parole ai fatti”, esorta il segretario generale della Uilm, Rocca Palombella, che definisce il piano del Pd “fumoso”.

La Cgil invece guarda con favore al documento dem, parlando di “apprezzabili” intenzioni. Per la Cisl Fim locale resta la preoccupazione: “Non possiamo continuare a vivere di cig”.

(Marianna Berti/ANSA)