Covid, l’Italia accelera su vaccino e anticorpi

Nei laboratori ReiThera si prepara il vaccino italiano.
Nei laboratori ReiThera si prepara il vaccino italiano. (Adnkronos)

ROMA. – Sta decisamente accelerando, la ricerca italiana su vaccino e anticorpi mirati contro la pandemia di Covid-19: come sta accadendo in molti altri Paesi, anche nel nostro le tradizionali regole e i tempi della ricerca si trovano a seguire ritmi nuovi e più incalzanti, sempre nel rispetto della correttezza. E’ una corsa a ostacoli, come l’hanno definita alcuni protagonisti di queste ricerche di frontiera, ed è necessaria per riuscire a sconfiggere un virus che si diffonde rapido e silenzioso.

“Il personale aziendale è coinvolto a pieno ritmo nel raggiungimento di questo importante obiettivo”, ha dichiarato l’azienda biotech ReiThera di Castel Romano, impegnata nella ricerca sul vaccino anti Covid e che ha deciso di adottare una sorta di silenzio stampa fino alla disponibilità dei risultati relativi alla fase 1 della sperimentazione partita il 24 agosto.

Una scelta dettata dalla necessita di concentrare tutte le energie in quella che l’azienda definisce “una vera e propria corsa contro il tempo per verificare la sicurezza, l’immunogenicità e l’efficacia del vaccino sull’uomo, affinché possa essere messo a disposizione di tutto il Paese nel più breve tempo possibile”.

Partita il 24 agosto scorso insieme all’Istituto nazionale per le malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma, la sperimentazione sull’uomo di fase 1 è iniziata anche in Veneto, nel Centro Ricerche Cliniche di Verona e, non appena saranno disponibili i primi risultati, si potrà passare alla fase successiva dei sperimentazione, su un numero più ampio di volontari.

“In parallelo – rende noto l’azienda – ReiThera sta già predisponendo la produzione su larga scala delle dosi di vaccino”. Corre veloce anche la ricerca sugli anticorpi monoclonali: i candidati anticorpi ad alta precisione contro il nuovo coronavirus ora sono tre, selezionati a partire da oltre 4.000, e la loro sperimentazione sull’uomo potrebbe partire fine dicembre e gennaio del prossimo anno per arrivare alla conclusione fra la metà e la fine del 2021, ha detto all’ANSA Claudia Sala, Senior Scientist del laboratorio dedicato alla ricerca sugli anticorpi monoclonali Mad (Monoclonal Antibody Discovery) coordinato della Fondazione Tls (Toscana Life Sciences), coordinato da Rino Rappuoli, fra i ricercatori più prestigiosi a livello internazionale nel campo dei vaccini.

Gli anticorpi sono stati isolati dai pazienti e i ricercatori hanno individiato “i più potenti, al punto che, fra oltre 4.000 potenziali anticorpi selezionati, quelli che mostravano migliore capacità di vedere il virus e di renderlo innocui sono risultati essere tre”, ha osservato Sala.

“E’ stato un lavoro – ha proseguito la ricercatrice – che si è articolato in quattro mesi grazie a una procedura estremamente rapida rispetto ai tempi standard della ricerca, possibile perché diverse entità hanno scommesso su progetto”, ha aggiunto riferendosi alle recenti dichiarazioni del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, e la visita ai laboratori del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Per avere un’idea della fortissima accelerazione, basti pensare che “se si trattasse di un farmaco standard sarebbero necessari una decina di anni per validarlo e commercializzarlo”. Le cose, per i tre candidati anticorpi monoclonali, stanno invece andando in modo molto diverso: la produzione delle dosi destinate alla sperimentazione è cominciata presso l’azienda italiana Menarini”.

Anche la sperimentazione potrebbe subire delle accelerazioni: “speriamo che l’Aifa e le agenzie regolatorie ci assistano nel promuovere in modo più rapido i test”, ha detto Sala. Una possibilità è di tagliare alcuni tempi della burocrazia, per esempio cominciando i test della fase 2 prima che la 1 sia ultimata e poi partendo con i test di fase 3 mentre quelli della fase precedente sono ancora in corso, “ma serviranno comunque dei mesi”.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)