La serie A riparte e chiede “meno tamponi”, ma per ora no

Il logo della Lega Serie A nella sala stampa dell'associazione.
Il logo della Lega Serie A nella sala stampa dell'associazione. ANSA / MATTEO BAZZI

ROMA. – “Fateci fare meno tamponi”. A pochi giorni dalla ripresa della Serie A, l’appello alla politica e al Comitato tecnico scientifico parte ancora una volta dalla Federcalcio. Dagli uffici di via Allegri si chiede la possibilità di adottare un protocollo meno stringente rispetto a quello attuale che prevede un test ogni quattro giorni per ogni giocatore dei club professionistici.  Un ritmo ormai definito dal presidente della Figc “insostenibile”.

Ma al momento non sono previste aperture in questa direzione: il comitato técnico scientifico, nella riunione odierna, ha infatti ribadito che il protocollo sui tamponi resta quello previsto. E anche sul tema stadio nessun passo avanti, per ora niente pubblico: non ci sono le condizioni epidemiologiche.

Il capo del calcio italiano, Gabriele Gravina, aveva manifestato l’auspicio che il Cts potesse adottare presto un nuovo protocollo: “Chiediamo di ottenere nell’immediato, perché non è più procrastinabile, di rendere più sostenibile la pratica del tampone. Auspico che il Cts possa concederci almeno questo in partenza. Ci sarà un incontro tra i membri del Cts, questa per noi è la priorità” aveva detto il n.1 Figc dopo il consiglio federale di oggi. In serata è arrivato l’orientamento del Cts, che per ora non apre spiragli.

Il calcio aspetta comunque con fiducia che presto possano arrivare novità: una volta ottenuto un protocollo meno rigido, allora si potrà pensare a mediare con il governo per una successiva e graduale riapertura degli stadi.

Dopo l’incontro con Giuseppe Conte la settimana scorsa a Palazzo Chigi, Gravina lo ha ripetuto anche oggi: “Con il premier abbiamo condiviso un percorso: priorità alla scuola, se poi questo percorso dovesse dare risultato positivo e anche facendo leva sul senso di responsabilità che il calcio ha già dimostrato, la riapertura degli stadi creda possa essere naturale”.

“Non vogliamo insistere, abbiamo ripresentato la nostra stessa idea progettuale sperando che possa trovare condivisione da parte del Cts e che la parte politica possa autorizzarci ad aprire agli spettatori”, ha aggiunto il capo del calcio italiano.

Al summit di Palazzo Chigi era presente anche il numero uno della Fifa Gianni Infantino, con il quale Gravina ha anche avuto modo di confrontarsi su nuove possibilità di format dei campionati alternativi a quelli vigenti. Tra questi, anche un suo sogno nel cassetto: i play-off per il massimo campionato.

“Oggi ci sono troppi impegni a livello di competizioni sportive e siamo coscienti che entriamo subito in fibrillazione quando una gara viene rinviata”, ha spiegato il presidente della Figc.

“È un’idea su cui sto lavorando da tempo e mi auguro di poter trovare condivisione. L’incontro con Infantino è stato molto utile perché per la sua esperienza e il ruolo che ricopre è stato un momento di grande e approfondita riflessione. Ne abbiamo parlato, ho espresso la mia personale idea per l’ipotesi di un rinnovamento, in modo da poter posizionare sul mercato un prodotto oggi ormai superato e non più appetibile dal fruitore. Bisogna confrontarsi e capire ad ampio raggio aspetti positivi e negativi e creare un progetto appetibile da parte di tutti”.

Per questo Gravina auspica che si “intensifichino gli incontri con tutti i presidenti delle componenti per avviare un percorso di confronto sempre più intenso e frequente per quanto riguarda l’applicazione di idee innovative legate a progettualità di riforma di un sistema calcio più innovativo e al passo coi tempi”.

Intanto dal consiglio oggi, via libera alla riammissione per  scorrimento di classifica di Foggia e Bisceglie in Serie C dopo la sentenza della Cfa su Picerno e Bitonto, oltre all’ok alle 5 sostituzioni per la Serie C e prossimamente anche per la Serie B che dovrà richiedere la modifica alla prossima assemblea del 17 settembre.