Rodriguez: “Imprenditorialità, regole del gioco nuove”

Jorge Rodríguez, regole del gioco nuove

CARACAS – Jorge Rodríguez, responsabile del “Comando Nacional de Campaña Darío Vivas”, ha sostenuto che il Paese non può “continuare a sostenere una imprenditorialità abituata solamente a ricevere dollari dallo Stato”. Il leader del Psuv, ed esponente di primo piano del governo, ha commentato che, nella riunione sostenuta dall’organismo che presiede, è emersa la necessità di dare un colpo di timone e disegnare un nuovo modello di partecipazione dell’attività privata.

– In questa Costituzione è chiaramente stabilita la presenza dell’imprenditorialità privata – ha detto Rodríguez -. Ma una industria privata che produca ricchezze con regole del gioco nuove e chiare.

La scommessa, ha tenuto a sottolineare Rodríguez, è “su una imprenditorialità onesta che non contribuisca alla corruzione e al saccheggio del denaro pubblico”

Mentre in Venezuela il “Comando Nacional de Campaña Darío Vivas” cerca un avvicinamento con il settore privato della produzione che da anni reclama maggiore libertà, accesso alla valuta per l’acquisto delle materie prime, servizio pubblici efficienti, moderni e affidabili, il Paese continua ad essere al centro dell’attenzione dell’Unione Europea per l’instabilità politica, la violazione dei diritti umani e la crescita esponenziale della povertà.

Mercenari in Venezuela?

Il tema “Venezuela”, infatti, è sempre al centro del dibattito, in particolare quando si analizzano le relazioni dell’Ue con l’America Latina e i Caraibi. E oggi, in particolare, in merito all’impatto economico e sociale della pandemia sulla regione.

Mentre il Venezuela attraversa la sua peggiore crisi sanitaria, il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha di nuovo denunciato l’addestramento in Colombia di oltre mille mercenari. Torna il fantasma di sabotaggi e terrorismo.

–  Lo stanno facendo – ha insistito una volta ancora il presidente della Repubblica – nell’ambito delle strutture dell’intelligence colombiana, con piena consapevolezza, oltre che protezione e appoggio, da parte del presidente Iván Duque. Si tratta – ha aggiunto il capo dello Stato – di mercenari, terroristi che dalla Colombia cercano di infiltrarsi in Venezuela. Cercano di sabotare il clima politico e elettorale che deve portarci il 6 dicembre prossimo al voto per eleggere la nuova Assemblea nazionale.

È “il nemico esterno” più volte, con o senza ragione, esibito dal “chavismo” per distrarre l’attenzione ed attribuire ad altri le proprie limitazioni e incapacità di affrontare e risolvere la crisi economica, politica e sociale.

Cresce la povertà

La Covid-19 ha aggravato la realtà sociale del Paese.  Ed incrementato il numero delle famiglie che vivono in povertà. La Banca Mondiale stima che nel mondo sono tra gli 88 e 115 milioni le persone in “povertà estrema”. E stima che per la prima volta il tasso globale di povertà estrema aumenta. Sono uomini e donne che vivono con meno di due dollari al giorno, meno del prezzo del caffè in un Paese avanzato.

I numeri diffusi dalla Banca mondiale superano le stime che la stessa istituzione aveva annunciato ad agosto. In quel caso lo scenario peggiore prevedeva 100 milioni di poveri in più. Senza la pandemia, evidenzia lo studio, la povertà avrebbe potuto ridursi del 7,9 per cento, mentre ora ci troviamo di fronte a un aumento del 9,4. L’America Latina potrebbe vedere un aumento di cinque milioni di poveri nello scenario peggiore e l’Asia orientale di altri nove milioni.

In Venezuela la povertà ormai colpisce quasi il 90 per cento della popolazione, uno scenario e cifre mai viste dall’inizio della democrazia. I governi democratici, che si sono susseguiti dal 1958 fino a fine del secolo scorso, erano riusciti a contenere la povertà a meno del 40 per cento e la povertà estrema a meno del 20 per cento. Percentuali che, anche se con difficoltà, erano destinate a ridursi lentamente.