Scatta il coprifuoco, Parigi tenta escamotage

Un cameriere raccoglie i tavoli in un caffé di Parigi.
Un cameriere raccoglie i tavoli in un caffé di Parigi. (ANSA)

PARIGI.  – A cena al ristorante alle 18, per poter essere a casa alle 21, inizio del coprifuoco. Se non si fa a tempo, si può sempre ordinare la cena a casa presso i ristoranti che, se fanno consegne a domicilio, hanno la deroga per rimanere aperti.

A casa, per la cena, si possono addirittura invitare amici (fino a 6 a tavola è il numero consigliato da Macron) a patto che, dopo essersi alzati da tavola, gli invitati si infilino le mascherine e si accomodino nelle camere da letto preparate per loro.

A poche ore dal varo del coprifuoco, Parigi cerca di consolarsi studiando tutti i possibili escamotage per non rinunciare alla vita sociale che la pandemia, per la seconda volta in un anno, sta per azzerare. Nei ristoranti della capitale, oggi si parla di cene “all’orario inglese”, le 18, massimo le 19. Per molti locali è l’unica soluzione per non chiudere, dal momento che non ce la farebbero a sostenere le spese di apertura e di personale lavorando soltanto a pranzo.

“Di fatto – spiega Didier Chenet, presidente del grupo ristoranti e hotel indipendenti – si condannano i nostri ristoranti ad abbassare la saracinesca la sera, oppure tutto il giorno se il servizio di mezzogiorno è troppo scarso”.

L’unica certezza è che tutto il personale dei bistrot e delle brasserie, una volta evacuata la clientela, avrà una deroga per poter rimanere al lavoro per assicurare la pulizia e la chiusura dei locali. Almeno questo, ritengono i ristoratori, potrà consentiré di accettare clienti fino alle 19.

I più scontenti della inedita decisione di instaurare il coprifuoco – sulla quale il 62% dei 20 milioni di francesi delle 9 città interessate sono d’accordo – sono i giovani. Per loro è fuori discussione anticipare gli incontri, le uscite cominciano tardi, dopo cena. E quindi – come spiega Aurelién – “ci organizzeremo per rimanere a dormire a turno a casa di qualcuno di noi. Certamente chi abita nei luoghi più spaziosi”.

A differenza del 17 marzo, inizio del lockdown, che fu preceduto da una memorabile serata di balli, bevute e “addio alla movida”, stavolta tutto è molto più tranquillo, un’atmosfera a metà fra rassegnazione e rabbia.

Anche perché il coprifuoco entra in vigore alla mezzanotte fra venerdì e sabato, tagliando quindi a metà la serata preferita da molti. E la serata di ieri, giovedì, era ancora lontana, in molti – da quanto emerso sui social network – erano persino erroneamente convinti che il sipario calasse la notte fra sabato e domenica.

(di Tullio Giannotti/ ANSA)