Poeti celebri

Mi sono imbattuta in una antica e stupenda canzone dell’indimenticabile Yves Montand.   Una voce affascinante. Chi non ha mai ascoltato “Le foglie morte” ?( Les feuilles mortes)… Oh io vorrei tanto che tu ti ricordassi.. (Oh je voudrais tant que tu soiviennes..) Scritta da un indimenticabile e assai discusso poeta francese Jaques Prevert, a cui si deve però la bellezza mistica di “Questo Amore.” … Così violento, così fragile, così tenero.. (..Cet amour si violent si fragile si tendre..).

L’angosciosa solitudine di “Colazione del mattino“… (Déjeunuer du matin ) Senza una parola. Senza guardarmi. ( ..Sans une parole sans me regarder..).

L’attualità romantica de “I ragazzi che si amano“.. .Si baciano in piedi. Contro le porte della notte.. (..Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout contre le portes de la nuit..)

In tanti abbiamo sognato su quei versi.

Invece con Gabriele D’annunzio traspare quella lirica appassionata e incantevole di “Pioggia nel Pineto“.. Piove sui nostri vestimenti leggeri, sui freschi pensieri che l’anima schiude novella, sulla favola bella che ieri t’illuse..

E ancora Andrés Eloy Blanco. Venezuelano. : “La Rinuncia” (La Renuncia).. Ho rinunciato a te. Non era possibile. Sono stati fumi della fantasia. ..(He renunciado a ti. No era posible. Fueron vapores de la fantasia..)

Ma, sempre di lui, ne spicca una. Quella che sembra quasi un presagio dei giorni nostri:

Angelitos Negros

..Aunque la Virgen sea blanca
pintame angelitos negros..

…No hai una iglesia de rumbo
no hay una iglesia de pueblo
donde hayan dejado entrar al
cuadro angelitos negros..

.. Si queda un pintor de cielo
que haga el cielo de mi tierra
con los tonos de mi pueblo..

.. con su angelitos indios
con su angelitos blancos
con su angelitos negros
que vayan comiendo mango
por las barriadas del cielo..

Angioletti Neri

..Anche se la Vergine è bianca
dipingimi un angioletto nero..

Non c’è una chiesa nel cammino
non c’è una chiesa di paese
dove abbiano lasciato entrare nel
quadro angioletti neri..

Se rimane un pittore di cielo
che faccia il cielo della mia terra
con il colore della mia gente..

con i suoi angioletti indios
con i suoi angioletti bianchi
con i suoi angioletti neri
che mangiano mango
per le contrade del cielo..

Un poema, quello di Andrés Eloy Blanco che, pur nella sua musicalità, nella sua inimitabile dolcezza di cui solo lui poteva farne uso, condanna fermamente ciò che sembrava ormai cancellato e sepolto, quale piaga e vergogna scellerata del genere umano: il razzismo.

Oggi , il mondo intero eleva la sua voce al cielo, all’unanimità, gridandone, esigendone l’annientamento assoluto. Totale.

..Ma è proprio quando si ricorre alla violenza, come estrema soluzione, che naufragano miseramente tutti i principi di giustizia per i quali lottiamo.

La violenza in nessun momento può essere la chiave di volta.

E’ solo una marea che travolge il carnefice ma anche la vittima.

Il mondo, cosi com’è, non va bene per nessuno. Vani i tentativi di cambiarlo.

E mentre invece oggi, che un cambio drastico e non desiderato lo viviamo sulla nostra pelle, ci accorgiamo di quanto lo amiamo, questo nostro mondo.

Così difettoso. Spesso brutale. Fatto di luci ed ombre, di gioia e dolore e che a volte ci sopraffa’ per la crudeltà, miserie e nefandezze di cui siamo a conoscenza.

Ma noi vogliamo che migliori questo nostro mondo. E perseveri nel tempo. Non che perisca sotto la cattiveria di uomini che non si meritano di essere chiamati tali.

E vogliamo anche uno spazio per sognare. Per questo, da sempre, esistono i Poeti.

Nessuno, come loro, coglie la vera essenza dell’esistenza, raccontandocene il Mistero. La Vita. La Morte.

Ma con un garbo velato, con delicatezza.

Magari attraverso la sfumatura di un tramonto, il gorgoglio di un ruscello, il volo fantastico di una rondine. E ce ne trasmettono, commuovendoci, la bellezza e la poesia che ne scaturisce, da cui si rimane ammaliati, e da cui nessuno è immune.

Grazie Poeti. Per il Vostro tributo. Per farci credere ancora nei nostri sogni.

Perché, senza la magia delle Vostre parole, il mondo non brillerebbe così.

 

LA DIVINA COMMEDIA

.. Vagliami ‘l lungo studio e il grande amore
Che m’han fatto cercar lo tuo volume.
Tu se’ lo mio maestro, il mio autore,
Tu se’ solo colui, da cui io tolsi
Lo bello stile, che m’ha fatto onore.

(Inferno/DANTE ALIGHIERI)

( GIMS )