Francia: “Superato il picco, virus sotto controllo”

Passanti sugli Champs Elysee a Parigi
Passanti sugli Champs Elysee a Parigi. (ANSA)

ROMA.  – La seconda ondata del coronavirus che ha travolto l’Europa sembra mostrare i primi segnali di allentamento della morsa. Complici le strette adottate da quasi tutti i Paesi del Vecchio continente, tra lockdown più o meno stringenti, chiusure e restrizioni a macchia di leopardo, le curve dei contagi sembrano appiattirsi. Anche se lentamente.

La Francia è la prima a dichiarare di aver superato il picco, annunciando di aver “ripreso il controllo” della pandemia mentre la Germania, più cauta, si limita a indicare una stabilizzazione pur valutando nuove misure.

E anche la Gran Bretagna, nonostante abbia toccato il record di oltre 52mila vittime falcidiate dal Covid, evoca l’uscita dal tunnel. Con il primo ministro Boris Johnson, finito nuovamente in isolamento per un contatto con un deputato positivo, che parla di “un sistema di test e tracciamenti che sta funzionando”. Anche dalla Spagna, uno dei paesi più martoriati dal virus, arrivano notizie di un calo dei contagi.

La situazione resta invece di massima allerta in Svezia, con il Paese scandinavo che dall’inizio della pandemia non aveva mai stretto le maglie, puntando sull’immunità di gregge, ma costretto ora a imporre per la prima volta restrizioni: niente assembramenti, “non più di otto persone nei luoghi pubblici”.

L’epidemia continua comunque a fare paura e mentre sono già in molti, a cominciare dal Giappone, a temere una terza ondata all’inizio dell’anno prossimo, gli Usa restano sorvegliati speciali macinando record di giorno in giorno con un bilancio che è arrivato a superare gli 11 milioni di contagi, di cui un milione solo nell’ultima settimana.

La parola d’ordine, nonostante le buone notizie che si rincorrono sull’arrivo e l’affidabilità dei vaccini (oggi è stata Moderna ad annunciare che il suo darebbe una copertura che sfiora il 95%) resta comunque la cautela. E l’appello è di non abbassare la guardia. Lo ha ribadito l’Oms ricordando che non si può contare solo sull’arrivo dei vaccini ma è necesario mantenere le misure di contenimento, dalla distanza alle mascherine.

Anche perché “il virus non è affatto battuto”, ha sottolineato il ministro francese della Sanità Olivier Veran annunciando tuttavia che la diminuzione del numero di nuovi casi e il calo del tasso di incidenza in Francia portano a “credere che abbiamo superato il picco dell’epidemia”.

“Abbiamo ripreso il controllo sulla pandemia. Grazie al lockdown, come nel mese di marzo, il virus comincia a circolare meno da 10 giorni consecutivi”, ha spiegato, sottolineando che anche la pressione sugli ospedali, uno dei tasselli più critici della seconda ondata, mostra segnali positivi: “Il numero di ingressi nei reparti di cure intensive o in rianimazione ha toccato il livello più basso da 3 settimane”, ha detto Veran.

Angela Merkel, seppur con molta più cautela, si è limitata a parlare di una “stabilizzazione” dei numeri anche se, ha detto preoccupata, il calo “è lento”. Troppo lento per la cancelliera che è tornata a riunire i Lander proponendo misure ancora più stringenti, in una riunione che si è trasformata in uno scontro aperto tra Berlino e i ministri-presidenti dei territorio contrari a ulteriori strette.

In attesa di una decisione che potrebbe tradursi per il momento solo in ulteriori “raccomandazioni” ai tedeschi, in Germania spopola intanto lo spot “eroi sul divano”, la campagna che premia gli anziani per il valore dimostrato restando a casa sul sofà.