Tensione sul cashback, la maggioranza chiede correttivi

Al via l'iscrizione sul sito per partecipare alla Lotteria degli scontrini.
Al via l'iscrizione sul sito per partecipare alla Lotteria degli scontrini. Roma, 1 dicembre 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – Nel mese in cui il governo è chiamato a varare il nuovo decreto sostegni e il Recovery Plan, scoppia la tensione sul cashback. Il “casus belli” è la mozione presentata da Fdi in Senato per la sospensione di una delle misure più care all’ex premier Giuseppe Conte. Mozione che viene bocciata ma che, di fatto, spacca la maggioranza: Pd, M5S e Leu votano contro laddove Forza Italia, Lega e Iv si astengono.

La misura, in ogni caso, è destinata ad essere rivisitata visto che in un ordine del giorno la maggioranza chiede che il governo applichi dei correttivi, in particolare in chiave anti-furbetti. “Il cashback è stato accolto positivamente da quasi il 70% degli italiani, ora bisogna introdurre misure migliorative per renderlo più efficace” , spiega in Aula il senatore Pd Antonio Misiani.

L’obiettivo è duplice. Da un lato il rafforzamento del monitoraggio per evitare pagamenti fittizi che permettano di scalare la classifica per ottenere rimborsi più alti. Dall’altro, evitare “rimborsi troppo generosi” per chi ha un alto reddito.

La misura è valida fino al giugno 2022 ed era stata inserita da Conte anche nel Recovery Plan, dal quale, tuttavia, potrebbe essere espunta per dirottare altrove i fondi europei assegnati al cashback. Di taglio della misura, tuttavia, il M5S non vuol neanche sentirne parlare. “Ventitré sono i miliardi che si stimano in termini di maggiori consumi nel biennio, sulla base dei numeri prodotti da quando esiste il Cashback. Nove, invece, i miliardi di maggiore gettito da oggi al 2025. È una misura che si autofinanzia. Il Cashback va visto come formula innovativa di incentivazione”, sottolinea il viceministro al Mef Laura Castelli.

Eppure, Lega, Fi e Iv annunciano battaglia. “Ci sono più costi che benefici, è giusto fare un tagliando”, spiega la capogruppo azzurra al Senato Anna Maria Bernini. “Draghi saprà farsi valere rispettando le indicazioni dell’Europa, proponendo misure di contrasto all’evasione fiscale che siano più serie”, attacca l’omologo della Lega Massimiliano Romeo.

Alla fine la mozione di Fdi viene respinta con 114 voti contrari, 20 favorevoli e 89 astenuti mentre la mozione di maggioranza incassa 190 sì. E la leader di Fdi Giorgia Meloni attacca: “In piena pandemia l’Italia butterà 5 miliardi, invece di destinare quelle risorse per salvare aziende in crisi e posti di lavoro a rischio: ne risponderanno agli italiani”.

(di Michele Esposito/ANSA)