Tutte le gaffe di Filippo, tra humour e razzismo

Questa immagine del 2013 mostra al principe Filippo, duca di Edimburgo, con un occhio nero durante il il ricevimento della Ordine al Merito di Canada in Toronto.
Questa immagine del 2013 mostra al principe Filippo, duca di Edimburgo, con un occhio nero durante il il ricevimento della Ordine al Merito di Canada in Toronto. ANSA/MIKE.ODONGKARA

ROMA. – Ha avuto voglia di scherzare anche quando Buckingham Palace, quattro anni fa, annunciò il suo ritiro dagli impegni pubblici. “Non mi reggo più in piedi”, disse il principe Filippo mostrando ancora una volta la sua naturale propensione alle battute che talvolta si sono trasformate in gaffe.

Famose o famigerate, spesso tinte di pregiudizio e sempre in spregio a ogni regola del politically correct ma, se non altro, trasversali. Da Malala a Giuliano Amato, le battutacce del principe gaffeur non hanno risparmiato nessuno. In patria e all’estero. Anche se quello dei rapporti diplomatici e con le minoranze è sempre stato il terreno più accidentato per il Duca di Edimburgo.

Memorabile, nel 1986, l’uscita durante una visita in Cina in cui il príncipe sconsigliò ad alcuni studenti britannici di rimanere troppo a lungo in Asia: “Altrimenti vi verranno gli occhi a mandorla…”. In Australia, incontrando il leader degli aborigeni, chiese: “Vi tirate ancora le lance?”

Si narra poi che, durante un ricevimento a Buckingham Palace nel 1999, a un distinto signore di colore egli chiese incauto: “Da quale Paese esotico viene?”. Per sentirsi rispondere: “Birmingham, Gran Bretagna”. A un’infermiera filippina dell’ospedale di Luton si rivolse così: “Le Filippine devono essere mezze vuote, visto che siete tutti qui a mandare avanti la sanità nazionale”, mentre al businessman indiano Atul Patel, in occasione di un ricevimento per 400 indiani britannici, disse: “Ci sono parecchi membri della tua famiglia qui”.

E se ne uscì con una gaffe persino di fronte alla futura premio Nobel Malala Malala Yousafzai, allora 16enne da poco sopravvissuta ad un attacco dei talebani che l’avevano presa di mira per il suo attivismo a favore dell’istruzione delle ragazze: “In questo Paese i bambini vanno a scuola perché i loro genitori non li vogliono in casa”, sbottò l’irrefrenabile Filippo.

Naturalmente anche alle donne è toccato subire il dubio gusto del reale. “E a voi chi vi mantiene?”, chiese ad un grupo di volontarie asiatiche che lavoravano in un centro di assistenza sociale a Londra. E poi, quasi peggiorando la situazione, domandò loro se frequentassero il centro “per fare pettegolezzi”.

Ma il Duca non ha risparmiato neanche glorie locali come Elton John, “vorrei che spegnesse il microfono”, mormorò durante un suo concerto. O istituzioni. “Non mi sembra che si lavori molto in questa università”, commentò alla facoltà di ingegneria dell’Università di Bristol, che era stata chiusa così che lui e la regina potessero inaugurarla ufficialmente. E in visita alla sede della nuova ambasciata tedesca a Londra si chiese “se non fosse uno spreco di spazio”.

C’è anche l’Italia tra le vittime dell’ironia di Filippo. Nel 2000, durante una cena offerta dall’allora premier Giuliano Amato che gli aveva presentato i più pregiati vini nostrani reclamò a gran voce: “Datemi una birra, non mi interessa quale, basta che sia birra!”.

(di Benedetta Guerrera/ANSA).