Covid: Italia-Uruguay, politiche pubbliche per la pandemia

L'annuncio della conferenza fatto dall'ambasciata d'Italia a Montevideo e la Rete italiana dei ricercatori e professori.
L'annuncio della conferenza fatto dall'ambasciata d'Italia a Montevideo e la Rete italiana dei ricercatori e professori. (Istituto Italiano di Cultura Montevideo)

MONTEVIDEO. – In occasione della Giornata della Ricerca 2021, l’ambasciata d’Italia a Montevideo e la Rete italiana dei ricercatori e professori (Rirp) in Uruguay hanno organizzato la conferenza “Politiche pubbliche per la gestione della pandemia Covid-19: i casi di Italia e Uruguay”.

L’evento ha avuto la partecipazione del professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico (Cts), del professor Rafael Radi, presidente dell’Accademia delle Scienze dell’Uruguay e coordinatore del Gruppo di consulenza onorario del Governo uruguaiano, e del professor Juan Cristina, direttore del Laboratorio di virología molecolare del Centro di ricerche nucleari, Università della Repubblica uruguaiana.

In apertura, l’ambasciatore d’Italia Giovanni Iannuzzi ha sottolineato il ruolo fondamentale della ricerca e dello scambio di esperienze e buone prassi internazionali nella lotta contro la diffusione del virus, auspicando che i contatti avviati durante la conferenza possano svilupparsi in future iniziative di cooperazione scientifica.

Oltre a costituire un autorevole contributo per una maggiore conoscenza reciproca delle politiche pubbliche, rileva un comunicato, l’evento testimonia la concreta vicinanza delle comunità scientifiche italiana e uruguaiana, legate da storici vincoli di amicizia e collaborazione.

Emblema di questi legami è la Rirc in Uruguay, di cui fanno parte oltre 60 accademici italiani e uruguaiani che hanno svolto un periodo di formazione accademica in Italia. Il referente della Rete, Professor Francesco Rossi, ha ricordato che, tra i principali obiettivi che hanno portato alla nascita dell’associazione nel 2018, vi è proprio il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni di ricerca accademiche italiane e uruguaiane.

Nell’introdurre i temi della conferenza, Cristina ha ripercorso l’evoluzione della pandemia e la diversa velocità con cui il virus si è diffuso in Italia e in Uruguay, tracciando il quadro generale in cui si sono sviluppati i due successivi interventi.

In particolare Brusaferro, oltre ad avere ricordato il ruolo di primo piano svolto dall’Istituto superiore di sanità, ha illustrato l’approccio adottato dal governo italiano nella gestione della pandemia, che ha compreso diversi strumenti, quali la quarantena – fondamentale per contrastare il primo arrivo dei contagi in Europa – il monitoraggio delle varianti del virus e l’avvio della campagna di vaccinazione.

Da parte sua Radi ha valorizzato il sistema della ricerca in Uruguay che, predisponendo rapidamente una strategia d’azione basata su dati scientifici, ha consentito, soprattutto da marzo a novembre 2020, un’efficace gestione della pandemia.

I due accademici hanno infine riconosciuto l’esistenza di numerose sfide, che potranno essere affrontate solo attraverso una crescente cooperazione tra Paesi e sistemi di ricerca, fondamentale per condividere in tempi rapidi le informazioni e predisporre le misure più adeguate di risposta.