L’estrema destra di Vox verso il governo di Madrid

MADRID. – Conto alla rovescia in Spagna per le elezioni regionali di Madrid: un banco di prova che alcuni protagonisti affrontano come test decisivo in chiave nazionale e altri come probabile ultima spiaggia per non cadere nel dimenticatoio della politica.

La tornata elettorale madrileña più atipica della storia recente — si vota in un giorno feriale e ancora in emergenza Covid — rappresenta una ghiotta occasione per Vox: il partito di estrema destra accarezza l’idea di diventare per la prima volta forza di governo in ámbito regionale.

Quasi tutti i sondaggi infatti pronosticano una comoda vittoria della presidente uscente, la popolare Isabel Díaz Ayuso, sui tre partiti della sinistra in lizza (Partito Socialista, Más Madrid e Podemos). Ma nessuno la possibilità che possa governare senza contare sui seggi attribuiti alla destra più radicale. “Saremo decisivi”, ha sostenuto in campagna la candidata di Vox, Rocío Monasterio, leader regionale che ha abituato a dichiarazioni forti in particolare contro avversari politici e immigrati.

Ayuso non ha mai escluso l’ipotesi di una coalizione, anche se il suo obiettivo dichiarato è di sbancare la concorrenza da sola (le serviranno 69 deputati regionali). Molti osservatori vedono in lei l’astro nascente della destra, con il potenziale per puntare alla leadership nazionale del Partito Popolare in caso di successo.  “Voglio la maggioranza assoluta”, aveva detto a marzo, poco dopo aver annunciato a sorpresa la rottura della coalizione con i liberali di Ciudadanos — un partito sprofondato in una grossa crisi interna — e convocare elezioni anticipate.

Da allora, è partita una campagna dai toni sempre più esasperati, segnata quasi subito dall’irruzione di Pablo Iglesias, il leader di Podemos che ha abbandonato il posto di vicepremier per caricarsi sulle spalle le sorti regionali del suo partito, dato a un passo dal tracollo elettorale. Per Ayuso, la scelta dei madrileni sarà tra “comunismo e libertà”. Per Iglesias, tra “democrazia e fascismo”.

Negli ultimi giorni — in particolare dopo che Iglesias ha ricevuto per posta minacce di morte, stessa cosa successa ad Ayuso e ad altre personalità politiche — il socialista µngel Gabilondo e Mónica García di Más Madrid, data in crescita nei sondaggi, hanno mostrato unità d’intenti con il leader di Podemos per provare a sovvertire i pronostici, chiamando a votare in massa contro la destra. Per Edmundo Bal di Ciudadanos, il candidato dai toni più moderati, c’è invece il forte rischio di non superare il 5% necessario per entrare nell’Assemblea regionale e di vedere i suoi potenziali elettori virare verso altri opzioni.

(di Francesco Rodella/ANSA).