Di Marzio ancora in fuga, scatta la prescrizione

Una delle foto, rilasciate dal Tribunale, rese pubbliche a trent'anni dall'omicidio del vicebrigadiere di Polizia Antonino Custra, ucciso nei violentissimi scontri che scoppiarono il 14 maggio del 1977 a Milano durante una manifestazione di giovani dell'Autonomia.
Una delle foto, rilasciate dal Tribunale, rese pubbliche a trent'anni dall'omicidio del vicebrigadiere di Polizia Antonino Custra, ucciso nei violentissimi scontri che scoppiarono il 14 maggio del 1977 a Milano durante una manifestazione di giovani dell'Autonomia. ANSA

PARIGI. – Scatta la prescrizione per Maurizio Di Marzio, ex brigatista rosso ancora introvabile e che – dopo la mezzanotte di oggi – non sarà più possibile estradare in Italia.

Di Marzio, 59 anni, è l’unico fra gli ex terrorista italiani contro i quali due settimane fa è scattata l’operazione “Ombre Rosse” ad aver fatto perdere le sue tracce. Gli inquirenti avevano fatto sapere nei giorni scorsi di “non aver rinunciato” a catturarlo ma tutto lascia ormai pensare che Di Marzio tornerà libero da domani.

Di Marzio, molisano di origine, ex membro dell’ala militarista delle Brigate rosse, dovrebbe scontare ancora un residuo di pena a 5 anni e 9 mesi di carcere per banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina. Al momento degli arresti, a non farsi trovare erano stati in tre: oltre a Di Marzio, anche Luigi Bergamin e Raffaele Ventura, che il giorno dopo però, seguendo il consiglio della legale Irène Terrel, si erano costituiti.

Di Marzio, che a Parigi gestisce da anni un noto ristorante in centro, il “Baraonda”, fu già arrestato una volta nel 1994 su richiesta dell’Italia. La Corte d’Appello diede dopo un anno parere favorevole all’estradizione ma il relativo decreto governativo non fu mai firmato. Sulle sue spalle pesa il tentato sequestro del vicecapo della Digos di Roma, Nicola Simone, il 6 gennaio 1982.

Ambienti vicini all’inchiesta a Parigi lasciano intendere che il tentativo di Di Marzio di arrivare alla scadenza del 10 maggio era piuttosto scontato e che, in ogni caso, si tratta – fra i 10 individuati per riattivare le procedure di estradizione – della posizione “meno grave”: nessun omicidio e pena in buona parte già scontata in carcere.